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Dalle vacche da latte ai suini: scelta vincente per l'Azienda Agricola Bianchera
News e comunicati ^
 
17 Giugno 2020


Daniele Bianchera (a dx) con il padre Germano
Daniele Bianchera (a dx) con il padre Germano
 
Passare dall’allevamento di vacche da latte a quello di suinetti, una scelta coraggiosa, che presentava certamente dei rischi ma che oggi, a circa 15 anni di distanza, può dirsi efficace e remunerativa. In una parola, vincente. L’Azienda Agricola Bianchera Daniele di Volta Mantovana, associata a Confagricoltura Mantova, ha una storia davvero curiosa da raccontare: «Corte Primavera (questo il nome dello stabile, ndr) nasce nel 1956 – spiega Daniele Bianchera, 35 anni, alla guida dell’azienda – fondata da mio nonno Guglielmo. Le redini poi sono passate a mio padre Germano a inizio anni ’90, mentre io ho aperto la Partita Iva nel 2008 e, sfruttando un bando Psr di Regione Lombardia per il primo insediamento e l’ammodernamento dell’azienda, ho iniziato il mio percorso professionale. In precedenza l’azienda produceva latte, e le vacche le abbiamo tenute fino al 2006, quando abbiamo convertito l’allevamento ai suini». Da dove nasce questa scelta? «Nel 2002, quando ho terminato gli studi – prosegue Daniele – l’esigenza era quella di allargare la stalla da latte, per aumentare la produzione. Ma il momento storico, con le quote latte e tutto ciò che ne conseguiva, non era dei migliori, e le spese sarebbero state alte. Nel mezzo di quella situazione di incertezza allora abbiamo iniziato ad informarci per l’allevamento dei suini, in termini di costi, ore di lavoro e modalità per la soccida. Abbiamo iniziato nel 2006, con i maiali che ci arrivavano da un allevamento di Viadana. Per sette anni poi siamo stati in soccida con il Gruppo Amadori, abbiamo poi fatto un ciclo con il Gruppo Ciemme di Cuneo e, dal mese di giugno 2014, siamo in soccida con la Società Agricola Milani di Treviso». Il bilancio al momento attuale è assolutamente positivo: «Il passaggio tra la produzione di latte e l’allevamento di suini per noi è stato certamente migliorativo. Siamo partiti senza avere alcuna esperienza in merito, ma grazie all’assistenza delle varie aziende con le quali abbiamo iniziato a collaborare siamo cresciuti costantemente. L’esperienza sul campo poi è stata fondamentale. Abbiamo anche commesso errori, ma non ce ne siamo mai vergognati, proprio perché hanno rappresentato un passaggio fondamentale nel nostro processo di miglioramento aziendale. Mi hanno aiutato a crescere e a completarmi come allevatore suinicolo».

L’Azienda Agricola Bianchera si estende per circa 45 ettari al limitare delle colline di Volta Mantovana, nella parte settentrionale della provincia di Mantova. I terreni sono coltivati interamente a foraggio, con erba medica, prato stabile e loietto autunno-vernino. Al suo interno vengono allevati circa 4.000 suinetti, con peso compreso tra i 12 e i 30 kg, inseriti nel circuito del prosciutto San Daniele Dop. L’azienda in un anno riesce a completare 6,8 cicli produttivi, con i capannoni che vengono riempiti in cinque settimane e ogni arrivo che staziona per circa un mese. Le stalle sono provviste di ogni tecnologia atta al benessere e alla sicurezza dei capi presenti, con sistemi di alimentazione, beveraggio e ventilazione automatici. Presente in ogni stalla un box per l’infermeria, per isolare i capi che eventualmente necessitassero di assistenza. A partire dal mese di gennaio di quest’anno sono entrate in vigore le nuove norme relative al taglio coda, alle quali l’azienda Bianchera si è naturalmente subito adeguata: «Abbiamo completato i primi due cicli con suini a coda intera, e abbiamo constatato come nella prima settimana fossero riscontrabili casi di morsicatura. Questo aspetto fa parte del dna dell’animale. Siamo intervenuti immediatamente, isolando e medicando gli animali che presentavano escoriazioni. Dopo questo primo processo di adattamento, i casi di morsicatura sono costantemente diminuiti, fino a scomparire».

E se il benessere animale è sempre al primo posto nell’organizzazione aziendale, lo stesso vale anche per quello economico. Sotto questo aspetto, l’avere un contratto di soccida rappresenta una buona sicurezza per l’azienda: «Un prezzo fisso garantito – spiega Daniele Bianchera – è una grande coperta sulle spalle, che permette di affrontare il lavoro quotidiano con più certezze e meno apprensioni, pur mantenendo sempre altissimo il livello di qualità e di impegno, senza il quale non varrebbe nemmeno la pena fare impresa. I nostri suinetti di prima scelta vengono pagati 5.30 euro a capo, un prezzo che ci consente di mantenere una marginalità importante, che ci aiuta a investire e a pianificare al meglio il nostro futuro. Tutto ciò che non rientra nella prima scelta invece viene destinato alla produzione di porchetta». L’allevamento Bianchera ha una mortalità al di sotto dell’1%, un indice importantissimo di grande attenzione al benessere animale dei capi presenti.

L’azienda, negli ultimi mesi, ha dovuto inevitabilmente affrontare il tema lockdown anche se, così come tutto il settore primario, la sua attività non ha risentito più di tanto delle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria Covid-19: «Da noi i carichi avvenivano con cadenza regolare, non abbiamo avuto grossi problemi. Le scadenze imposte sono sempre state rispettate, con i fornitori abbiamo lavorato bene anche virtualmente, sfruttando videochiamate e call online. I macelli erano un po’ ingolfati, ma noi non abbiamo mai risentito della cosa, continuando a lavorare normalmente».





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