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Carni bovine, la crisi si fa sentire
News e comunicati ^
 
27 Aprile 2020


 
«Inizialmente il contraccolpo della crisi non si è sentito, ora qualche problema c’è». Sono le parole di Elide Stancari, presidente della sezione carni bovine di Confagricoltura Mantova, in risposta a chi le chiede un bilancio del comparto durante questa fase storica. «Le macellazioni stanno diminuendo – spiega – ma questo è un fatto abbastanza stagionale. Ci sono difficoltà piuttosto nelle vendite di alcuni tagli più pregiati, come roast beef e filetti. Il consumatore infatti acquista carna, ma punta su tagli più a buon mercato, come in ogni momento storico di crisi. In più non dimentichiamo che tutta la filiera della ristorazione è chiusa, al momento». Un altro problema è l’origine del prodotto: «La Gdo sta mettendo sul mercato carne proveniente da animali non allevati e macellati in Italia. Sta entrando carne estera a prezzi bassi, e i nostri allevatori soffrono per questa concorrenza. È prioritario sollecitare i distributori a comprare presso industrie di macellazione italiane, che lavorano animali allevati in Italia. In tal modo torneremmo ad un equilibrio dei prezzi e rimetteremmo in moto tutta la filiera. Non dimentichiamo che sono anche aumentati i costi di produzione, perché abbiamo assistito a speculazione sull’acquisto delle materie prime per l’alimentazione dei bovini. Il prezzo di vendita però non è aumentato, andando addirittura in leggera flessione». Arranca anche il mercato delle pelli, con i suoi naturali sbocchi (settore auto, arredamento e moda) fermi a causa del lockdown. In provincia di Mantova sono poco meno di 500 gli allevamenti di bovini da carne presenti (erano circa 3.000 a inizio millennio).





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