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Allarme manodopera nelle campagne
News e comunicati ^
 
01 Aprile 2020


 
È emergenza manodopera nelle campagne italiane: l’emergenza sanitaria legata al Covid-19 infatti sta causando gravi problemi alle aziende del settore ortofrutticolo, che a breve dovranno dare inizio alle operazioni di raccolta. Anche in provincia di Mantova inizia a suonare un primo campanello di allarme, con diverse realtà coinvolte: «Sono stato tra i primi a lanciare l’allarme – spiega Bruno Francescon, che con l’Op Francescon di Rodigo è leader italiano nella produzione di meloni e angurie – perché da anni sappiamo che la gestione agricola e di magazzino della frutta in Italia è legata a lavoratori extracomunitari, che raggiungono il nostro paese in base ai flussi di lavoro richiesti. Le attuali difficoltà di spostamento e la sacrosanta paura di contrarre il virus stanno facendo sì che da India, Marocco o paesi dell’est Europa non arrivino più lavoratori». L’Op Francescon, a pieno regime (da giugno a settembre), arriva a contare fino a 380 dipendenti: «Quest’anno non sappiamo se li troveremo – prosegue Francescon – al momento curriculum non ne stanno arrivando. Soluzioni? A mio parere è fondamentale incentivare i lavoratori a venire in Italia detassando le buste paga, con meno trattenute dunque sul guadagno dei singoli operai. Le altre nazioni sono nelle nostre stesse condizioni e i lavoratori andranno dove la paga sarà più alta, ecco perché dobbiamo rendere il venire in Italia molto più conveniente rispetto agli altri paesi. I voucher? Nel mio caso, con operai impiegati continuativamente per 4 mesi, sono uno strumento inutile».
 
Problemi anche nella Bassa mantovana: «A noi mancano una decina di persone – spiega Alex Santelli, produttore di meloni nella zona di Viadana – che non hanno potuto raggiungere l’Italia a causa dei blocchi imposti. Finora siamo riusciti a cavarcela riducendo al minimo, in maniera lungimirante, le lavorazioni superflue, ma quando dovremo affrontare raccolta e confezionamento qualche problema ci sarà». A pieno regime la Società Agricola Santelli conta su circa 50 dipendenti: «Ora siamo in una ventina circa, ma non sappiamo come si evolverà l’emergenza sanitaria». Dipendenti al lavoro anche per l’Orticoltura Gandini di Guidizzolo. Qui problemi al momento non ce ne sono, ma lo sguardo è già rivolto al futuro: «Abbiamo ragazzi che lavorano con noi da 30 anni – spiega Mattia Gandini – in alcuni casi anche i loro figli. Già prima dell’emergenza Coronavirus però diversi colleghi in Veneto ci segnalavano problemi nel reperire manodopera. Nei prossimi 6-7 anni avremo difficoltà come settore, i lavoratori saranno sempre più difficili da trovare».
 
In provincia di Mantova sono poco meno di 4.000 i lavoratori stagionali impiegati, con un incremento del 35% rispetto a sei anni fa (erano 2.750 nel 2014). Dei quasi 16.000 stagionali impiegati nell’ultimo quinquennio, 13.182 erano uomini e 2.797 donne. Marocco, India e Romania le nazioni più rappresentate. «L’azzeramento dei flussi di lavoratori di questi ultimi anni – spiega Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – ci ha dato qualche problema. Occorre ristabilire prontamente la possibilità di arrivare nel nostro paese tramite i cosiddetti “corridoi verdi europei”, o anche con viaggi organizzati da paesi come India e Marocco. Altri strumenti come i voucher, l’assunzione di personale di altri settori al momento fermi e dei percettori di reddito di cittadinanza possono essere ulteriori soluzioni in un momento come questo».





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