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Cimice asiatica: in Lombardia 14 milioni di euro di danni. Mantova al primo posto
News e comunicati ^
 
11 Febbraio 2020


Nuovi, importanti sviluppi per la lotta alla cimice asiatica, con Regione Lombardia che scende in campo in maniera concreta con un piano d’azione composto da diverse operazioni, elaborate dalla Dg Agricoltura di concerto con l’assessore Fabio Rolfi. La Regione in primo luogo è partita con l’elaborazione dei danni causati dall’insetto: grazie alle segnalazioni pervenute entro lo scorso 20 gennaio alle strutture regionali lombarde, è stato possibile stimare un danno di oltre 14 milioni di euro su tutto il territorio regionale. La provincia di Mantova, con 52 comuni coinvolti, risulta essere la più colpita con 8,7 milioni di euro di danni (il 62% del danno totale) pari al 50,5% della Plv. Di questi 8,7 milioni, due arrivano dalle segnalazioni raccolte da Confagricoltura Mantova attraverso i propri produttori. Subito dietro Sondrio, con 2,8 milioni di euro, e Brescia, con 1,8 milioni di euro. Nel mantovano è stato il comparto delle pere a far registrare le perdite maggiori con, in alcuni casi, anche il 100% di frutti gettati.
 
Cosa fare in concreto dunque? Le diverse azioni messe in campo da Regione Lombardia comprendono in primis la lotta biologica alla cimice tramite l’utilizzo della tanto attesa vespa samurai, con il servizio fitosanitario regionale che ha in programma una cinquantina di lanci (100 femmine e un 10% di maschi) in due differenti periodi dell’annata 2020. Importanti novità anche per quanto riguarda i rimborsi ai produttori danneggiati. Entro i primi di marzo infatti verrà pubblicato il provvedimento nazionale con cui saranno definite le aree territoriali coinvolte e le relative quote dei rimborsi. Da ricordare anche l’Operazione 5.1 del Psr, atta a finanziare la messa a dimora di reti antinsetto: arrivata al quinto bando (chiuso a gennaio 2020) e con 14 milioni di contributi chiesti, sta dando buoni risultati in termini di contenimento della cimice. Infine un innovativo progetto elaborato dall’Università di Torino, che verte sul controllo simbiotico dell’insetto tramite l’utilizzo di un fertilizzante integrato con importante azione antibatterica. Quest’azione viene utilizzata per eliminare i batteri simbionti della cimice, indispensabili per il suo sviluppo. Eliminando quelli, le larve non riescono a crescere. «Come Confagricoltura Mantova – spiega il presidente Alberto Cortesi – esprimiamo soddisfazione per le prime misure messe in atto da parte dell’amministrazione regionale, con l’assessore Rolfi sempre sensibile sul tema. Auspico però che non ci si fermi qui, perché quello della cimice è un flagello da combattere con tutte le nostre forze. L’averlo sottovalutato all’inizio, il primo avvistamento in Italia risale al 2013, ci ha portato in questa situazione. Non possiamo permetterci altri errori».





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