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L'editoriale di fine anno del presidente Alberto Cortesi
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23 Dicembre 2019


Il presidente di Confagricoltura Mantova, Alberto Cortesi
Il presidente di Confagricoltura Mantova, Alberto Cortesi
Cari amici,
ad un anno dalla mia elezione a rappresentare gli agricoltori mantovani iscritti a Confagricoltura posso fare un primo bilancio.
Per prima cosa, lasciatemi dire che mi sento orgoglioso di appartenere all’unico sindacato agricolo che, oggi in Italia, ha come obiettivo prioritario la competitività del comparto indicando nell’innovazione e competenza il mezzo per raggiungere il risultato. E può tracciare la strada con la massima trasparenza grazie al fatto di essere un sindacato libero, che non deve scendere a compromessi.

Confagricoltura è l’unico sindacato agricolo che dal 2010 propone e promuove la ricerca nelle biotecnologie genetiche quale fattore fondamentale per la competitività. E il tempo ha dato ragione alla nostra lungimiranza, considerando le aperture a livello politico dell’assessore regionale Rolfi e il fatto che anche all’interno della Comunità Europea si cominci a considerare le NBT (New Breeding Technology) in maniera più positiva rispetto al passato.

Contro l’ingegneria genetica resta però l’opinione pubblica, che dimostra di avere un’avversione a tutto ciò che è tecnologia, produttività e modernità in agricoltura. Perché questa presa di posizione? Perché soltanto questo settore imprenditoriale non deve progredire? Perché gli stessi che portano ad emblema il “cibo antico” accettano tranquillamente in qualsiasi altro campo della vita quotidiana (abbigliamento, automobili, elettrodomestici, arredamento) tali cambiamenti, frutto dell’innovazione?  Per ultimo, ma non certo per importanza, la frustrazione di noi agricoltori nell’assistere alla criminalizzazione ingiustificata dell’attività agricola, nessun settore escluso, ritenuta più grande responsabile di ogni possibile inquinamento ed emissione di gas serra responsabili del cambiamento climatico.

Questa avversione culturale all’agricoltura specializzata e agli allevamenti di grandi dimensioni porta con sé la continua riduzione di molecole nei fitofarmaci e nuove e sempre più stringenti normative su nitrati e fosforo da attività zootecnica. Ma quello che è più grave è che questo indirizzo non è supportato da evidenze scientifiche, quanto piuttosto da timori e paure infondate.  Ed è così grave non solo in Italia, ma in tutta Europa, tanto da indurre alle proteste in Olanda, Francia e Germania. E le manifestazioni sono dovute certo dalla mancanza di redditività delle attività, ma anche da una frustrazione morale che deriva dal sentirsi sempre più additati come inquinatori e incompetenti. L’Europa, Italia compresa, fino a quando potrà permettersi di produrre sempre meno e a costi sempre più alti? Il 2020 sarà cruciale perché saranno gettate le basi della nuova Pac e sarà determinante per capire se quest’ultima, come chiede Confagricoltura, premierà le azienda capaci di stare sul mercato o se sarà indirizzata a premiare solo gli aspetti ambientali. Sarà una bella sfida far passare il concetto che solo un’agricoltura moderna e ad alta produttività può combinare sostenibilità economica ed ambientale.

Non ho dubbi nell’affermare che oggi questa battaglia mediatica e di corretta informazione sia la sfida più importante che debba affrontare il nostro settore, per difendere e tutelare il nostro lavoro affinchè vengano riconosciute dal pubblico la nostra competenza, professionalità e capacità imprenditoriale. Sfida più difficile dei mercati, le cui dinamiche sono sufficientemente conosciute, consapevoli che questa lotta culturale è per noi nuova, estremamente complessa ma anche piena di opportunità.

Ancora una volta noi abbiamo avuto ragione quando, quattro anni fa, Confagricoltura Mantova ha ideato il “Food&Science Festival”, per il quale devo riconoscere il merito al mio predecessore Matteo Lasagna, che con determinazione l’ha voluto, e al direttore Daniele Sfulcini, per averlo con grande perizia sviluppato. Sì, il nostro Festival ha precorso i tempi e oggi è motivo per essere il riferimento in Italia nella comunicazione e formazione.

Cari soci, non ho affrontato volutamente tutti i problemi dei singoli settori agricoli e zootecnici perché ho ritenuto prioritario focalizzare l’attenzione su questo problema culturale che è trasversale a tutti i settori. State certi che Confagricoltura tutta, dal livello provinciale fino al nazionale, sarà puntuale presso le sedi opportune per far valere le nostre istanze con la competenza e la serietà che oggi più che mai ci caratterizzano e ci vengono riconosciute.

Un sereno Natale a tutti.

Alberto Cortesi





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