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Allevamento Errera Holsteins: alla scoperta delle campionesse da show
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09 Novembre 2019


Davide Errera all'interno della sua stalla
Davide Errera all'interno della sua stalla
Il suo nome è notissimo agli addetti ai lavori, e le sue vittorie in mostre e concorsi dedicati alle vacche da latte ormai non si contano quasi più. Prova ne è il recente successo alla Fiera Zootecnica di Cremona, che ha eletto per la seconda volta consecutiva un suo animale campione italiano nella categoria Razza Frisona. Ma cosa c’è davvero dietro l’allevamento di vacche per show? Quali sono i segreti per preparare al meglio questi animali? A rispondere è Davide Errera, titolare dell’allevamento “Errera Holsteins” di Borgoforte, associato a Confagricoltura Mantova e serbatoio quasi inesauribile di animali da vertice: «Fin da piccolo seguivo mio padre – spiega Davide – che a Gonzaga e Volta Mantovana partecipava alle fiere provinciali. Un giorno poi, a 5 anni, gli chiesi il permesso di fermarmi a dormire in fiera, volevo vivere appieno quell’esperienza. Ho portato avanti questa sua passione che, da hobby, ora è diventata quasi una professione». Sì perché tra le splendide mura di Corte Murata, risalente alla fine del 1600, Errera alleva 330 capi totali e gestisce 64 ettari di terreno coltivato a medica, mais (di primo e secondo raccolto) e cereali da foraggio, tutti ad uso interno. Il latte prodotto viene conferito alla Latteria del Po di Borgoforte, per la produzione di Grana Padano: «Poi dedico il tempo che mi resta a presentare al meglio i miei animali per gli show». Sono due le differenze nell’allevamento dei capi destinati alle mostre rispetto a quelli normalmente presenti in batteria. In primo luogo il loro posizionamento in stalla: «Le vacche selezionate hanno un box dedicato, con lettiera di paglia, e hanno la possibilità di accedere ad un paddock esterno in erba, importante per gli arti e i piedi». Altro aspetto prioritario è l’alimentazione: «I capi da fiera vengono alimentati a fieno e mangime. Non diamo loro l’unifeed perché in tal caso tenderebbero ad ingrassare troppo. Durante gli show infatti è importante che sia ben visibile il costato e lo spazio intercostale. La tonicità dell’animale è dunque prioritaria». Ma come avviene la selezione di queste vacche? «Fin dalla nascita, dopo il parto, siamo in grado di individuare quali capi possono avere un potenziale. È un lavoro impegnativo, dal momento che le fiere possono comprendere animali, manze o vacche, di età molto diversa tra loro. Nel caso in cui un animale non dovesse avere le caratteristiche adeguate, verrebbe reimmesso normalmente in batteria». La carriera di Errera è zeppa di premi e riconoscimenti, ma l’allevatore mantovano ci tiene a nominare due figure fondamentali per lui: «Giulio Canossa e Romano Peia che, dopo l’epidemia di afta epizootica che aveva interrotto per qualche anno le fiere, mi hanno spinto su questa strada. Sono stati i miei mentori. Da lì siamo partiti con un gruppo di amici della zona, le “Cinque speranze”, e poi ho proseguito in autonomia». La vittoria ricordata con più affetto da Errera risale al 1985 quando, alla mostra nazionale di Cremona, con C.M.E. (acronimo di Corte Murata Errera) Donata si è aggiudicato il primo premio nella categoria 500 quintali e il riconoscimento di miglior mammella. Da lì è stata una vera e propria escalation di successi, fatta di quattro Dairy Show e tre titoli nazionali (tra cui quelli 2018-2019). Tante anche le vittorie ai Confronti Europei, manifestazioni triennali di portata internazionale: nel 2010 a Cremona titolo riserva di categoria con Fusa Capri Sorca, nel 2013 a Friburgo titolo assoluto vacche giovani con C.M.E. Goldwin Vanity, nel 2016 a Colmar titolo assoluto vacche intermedie, nel 2019 a Libramont titolo assoluto vacche intermedie con M.E. Dal Long P Dandy. Nella stalla dell’allevamento “Errera Holsteins” sono presenti anche vacche di razza Jersey, che alla Fiera di Cremona hanno portato ad Errera un titolo nazionale riserva di categoria e un titolo assoluto categoria manze: «Anche loro mi stanno dando soddisfazioni. In origine la mia famiglia allevava solo brune e olandesi poi, al termine di un viaggio negli Stati Uniti, abbiamo iniziato a importare, negli anni ’60, animali dal Canada e dagli Usa stessi. Fummo i primi a Mantova ad avere la razza Holsteins. Da lì partì la selezione». E anche una bellissima storia, fatta di passione e amore smisurato per il proprio lavoro.





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