COSTRUIAMO
UN FUTURO
FERTILE



A A A

Pomodoro da industria, il rosso รจ quello del bilancio
News e comunicati ^
 
31 Ottobre 2019


Il colore rosso del pomodoro in questo 2019 non è purtroppo foriero di buone notizie, ma è piuttosto da associare a un bilancio che, a campagna di raccolta ormai ultimata (circa 3.900 ettari in provincia di Mantova), non presenta molte note positive: «Profondo rosso – dice Corrado Ferrari, presidente della sezione pomodoro da industria di Confagricoltura Mantova – e quel che è peggio è che soluzioni positive al momento, salvo un deciso cambio di rotta da parte dei soggetti in gioco, non se ne vedono». La campagna di raccolta 2019, secondo i dati finali forniti dall’OI pomodoro da industria del nord Italia, si è chiusa con un quantitativo di prodotto pari a 24,5 milioni di quintali, vale a dire solo l’84% del quantitativo contrattato a inizio campagna (29 milioni di quintali), con un calo dunque del 15,5% rispetto alla programmazione iniziale. Ma il problema principale riguarda le rese e il prezzo, ed è qui che scatta il grido di allarme. Quest’anno infatti, in media, la campagna si è chiusa con rese medie pari a 645/650 quintali per ettaro, con un prezzo medio fissato a 7,97 euro al quintale. Arrotondando il prezzo a 8 €/q e facendo un rapido calcolo, un produttore in media ha incassato circa 5.200 euro per ogni ettaro coltivato: «Un dato assolutamente insufficiente – prosegue Ferrari – dal momento che i costi produttivi, quest’anno, non sono stati inferiori ai 6.200/6.300 euro per ogni ettaro. Ciò significa che, per non lavorare in perdita, un produttore avrebbe dovuto chiudere la raccolta con almeno 790 quintali per ettaro. Con le rese ottenute quest’anno non c’è margine, né per chiudere in pari né tantomeno per guadagnare». Un ruolo importante l’ha rivestito l’andamento climatico, con un mese di maggio freddo e ricco di piogge, con allagamenti e bombe d’acqua che di certo non hanno aiutato chi coltivava pomodoro, facendo slittare le semine e rendendo meno produttive le piante in campo: «Quel che è assurdo è che, a fronte di un calo produttivo, i prezzi non si siano alzati, rimanendo ben lontani dal riferimento base di 8,60 €/q che era stato concordato. Così facendo non vi è mai una compensazione economica, un problema grave per tutto il settore». Quali soluzioni dunque all’orizzonte? «La speranza – conclude Ferrari – è che le varie Op inizino a lavorare congiuntamente, in maniera uniforme, abbandonando la competizione in favore di un miglioramento generale del settore pomodoro. Serve più rigidità, il prezzo deve essere ritoccato verso l’alto. Un appunto anche sulla programmazione produttiva: essa deve essere anticipata e chiusa entro la fine dell’anno precedente, quando i semi sono ancora nelle scatole e le piante nei vivai».





precedente: Influenza: vaccino gratuito per suinicoltori e avicoltori
successivo: Investimenti nel settore vitivinicolo: al via le domande di contributo


Internet partner: Omega-Net
[www.omeganet.it]

Art direction by: Fachiro Strategic Design
[www.fachiro.com]