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"Agricoltura, cibo e ambiente": a Brescia il primo Lab del Food&Science Festival
News e comunicati ^
 
14 Ottobre 2019


Da sx: Mauro Mandrioli, Giovanni Garbelli, Deborah Piovan e Donatello Sandroni
Da sx: Mauro Mandrioli, Giovanni Garbelli, Deborah Piovan e Donatello Sandroni
Tre relatori di primissimo livello, una platea interessata e la sensazione che, a breve, esperienze di questo tipo si possano moltiplicare. Pochi giorni fa a Brescia è andato in scena “Agricoltura, cibo e ambiente: verità scientifiche, luoghi comuni e cattiva informazione”, il primo Food&Science Lab, un vero e proprio spin off della manifestazione mantovana (della quale a breve verranno svelate le date 2020), organizzato da Confagricoltura Brescia: «L’agroalimentare – ha detto Giovanni Garbelli, presidente dell’unione provinciale bresciana – deve uscire dalle aziende e dai corridoi della politica, e andare in mezzo alla gente, arrivare ai consumatori. Seguiamo da sempre con molto interesse il Food&Science Festival di Mantova, e abbiamo voluto organizzare il primo Lab per riproporne, più in piccolo, i contenuti». «Siamo estremamente fieri di questo nuovo filone di eventi – gli ha fatto eco il nostro presidente Alberto Cortesi – che sanciscono una collaborazione importante tra unioni, in favore della scienza e della ricerca. I nostri imprenditori ogni giorno sfamano 7,5 miliardi di persone, ma chi non ha competenze li giudica e li espone alla gogna mediatica. Ci siamo stufati di questa situazione, e abbiamo creato il nostro Festival per far vedere nient’altro che la verità scientifica che sta dietro alla produzione di cibo». E se «in Italia c’è il cibo più sicuro al mondo e i consumatori più preoccupati al mondo», come ha spiegato Deborah Piovan, imprenditrice e portavoce di Cibo per la mente, è evidente che vi è sempre più la necessità di eventi di questo tipo: «Le fake news presenti in rete – ha aggiunto Piovan – contribuiscono ad alimentare un marketing della paura che ha grande presa tra i consumatori, danneggiando tutti coloro che lavorano nel settore agroalimentare, agricoltori in primis. Dobbiamo ricordarci sempre che l’agricoltura è l’unica fonte di cibo del pianeta». Ma gli strumenti per controbattere, oggi, fortunatamente ci sono: «La genetica non ha più limiti – ha detto Mauro Mandrioli, docente all’Università di Modena e Reggio Emilia – e può davvero vincere ogni sfida. Con la moderna tecnica Crispr siamo in grado di sapere perfettamente dove va ogni singolo gene, la selezione ora si fa in pochi mesi creando varietà resistenti ai patogeni. Non parliamo più di piante modificate, ma di piante migliorate. Rinunciare a tutto ciò è assurdo». Il gran finale è stato affidato all’ecotossicologo e giornalista Donatello Sandroni: «Senza la chimica oggi servirebbero 12 milioni di chilometri quadrati di terra in più per avere a disposizione l’equivalente del grano che produciamo, ma questa operazione porterebbe anche all’immissione di 800 milioni di tonnellate di CO2 in più ogni anno. Scienza buona o cattiva dunque? Rispondo dicendo che l’ibuprofene, principio attivo di numerosi antidolorifici, è undici volte più tossico del tanto vituperato glifosate». L’appuntamento ora è con i prossimi Lab e con il Food&Science Festival di Mantova, in programma a maggio 2020.





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