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Mantova: superfici boschive in aumento, toccasana per l'ambiente
News e comunicati ^
 
10 Ottobre 2019


Buone notizie per gli amanti del verde, con l’estensione delle foreste presenti sul territorio nazionale in crescita negli ultimi anni. In Italia infatti sono 10,9 i milioni di ettari di bosco (dato 2015 del Rapporto Foreste Italia), pari al 36,4% della superficie nazionale, un dato in crescita del 4,9% tra 2005 e 2015 e addirittura del 72,6% tra 1936 e 2015. Anche la Regione Lombardia e la provincia di Mantova seguono questo trend: in regione sono 621.381 gli ettari (+2.322 ha negli ultimi sei anni, vale a dire +0,88% all’anno), mentre a Mantova sono 3.119 (pioppi esclusi), divisi tra 2.180 ha in pianura e 939 ha in collina, con una crescita del 2,88% negli ultimi sei anni. Ma è fondamentale anche il dato riguardante l’assorbimento di CO2. I boschi lombardi infatti tolgono ogni anno dall’atmosfera 4,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica, mentre quelli mantovani (0,5% del totale regionale) contribuiscono con più di 22.000 tonnellate all’anno di CO2 eliminata: «I dati – spiega Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – smentiscono un’altra fake news, relativa al calo delle superfici boschive a Mantova e in Italia. Se queste sono aumentate è grazie alle politiche Psr e al lavoro quotidiano di gestione e tutela del territorio svolto dei nostri imprenditori agricoli. I boschi contrastano l’aumento della cementificazione, ma occorre trovare il giusto equilibrio tra aree verdi e zone produttive, soprattutto per quanto riguarda i terreni di pianura».
 
A Mantova poi vi sono anche circa 7.300 ettari di pioppi, in grado di assorbire ogni anno oltre 131.000 tonnellate di CO2 (circa 18 t/ha all’anno, come calcolato dall’Istituto sperimentale di pioppicoltura di Casale Monferrato). Ma quel che forse non si sa è che la loro presenza ha anche un’altra importante funzione di salvaguardia ambientale. Un recente studio dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa infatti ha dimostrato come questi alberi siano in grado di assorbire sostanze nocive da terreni inquinati, ripulendoli. Lo studio, pubblicato sulla rivista “Environmental Science and Pollution Research”, si è concentrato sul diottilftalato, una sostanza impiegata nel campo della produzione delle materie plastiche (in particolare nel Pvc), con effetti inquinanti. Durante il loro lavoro, i ricercatori hanno trattato i cloni selezionati con una quantità di sostanza inquinante compresa tra gli 0,40 e i 400 microgrammi per litro. Dopo 21 giorni, è stato riscontrato un aumento della biomassa secca a radice pari al 29%, a discapito di quella aerea, calata dell’8%. L’analisi LC-MS/MS (cromatografia liquida con spettrometro di massa) ha dimostrato ufficialmente l’assorbimento e l’accumulo nelle radici di diottilftalato a partire dal primo giorno di studi, suggerendo un’elevata capacità di tolleranza da parte dei cloni di pioppo: «Un’ulteriore riprova – prosegue Cortesi – della preziosissima funzione che le piante svolgono ogni giorno. Nella nostra provincia i pioppi sono una coltura in continua espansione, sulla quale puntare con decisione».





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