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Vino e latte, abbinamento di successo
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19 Settembre 2019


Silvano Cobelli all'interno del suo vitigno
Silvano Cobelli all'interno del suo vitigno
Coniugare l’allevamento di vacche da latte con la produzione vitivinicola? Si può fare, grazie a passione e determinazione e all’aiuto delle più moderne tecnologie. Arroccata sulle splendide colline moreniche, a Bande di Cavriana, c’è l’azienda agricola Cobelli, esempio perfetto di pluralità di filiere. Qui lavorano ogni giorno Silvano, Marco e Ottavio, guidati sapientemente anche da papà Angelo e dallo zio Lorenzo, che hanno deciso di abbinare ai quattro ettari di vigneto di proprietà anche una stalla con circa 110 capi in mungitura: «Le aziende di questa zona – spiega Silvano Cobelli – nel passato portavano avanti il doppio indirizzo, affiancando la zootecnia alla produzione vitivinicola. Il motivo? Fino alla metà degli anni ’70 qui non arrivava l’acqua, la zona era depressa e la vite era l’unica coltura possibile. A partire dal 1975 poi i sistemi di irrigazione arrivarono anche in collina, ma mentre quasi tutti decidevano di abbandonare l’allevamento, noi abbiamo proseguito con entrambe le strade». L’azienda Cobelli è conosciuta da tutti come “Vini Bastià”. Il nome deriva dal bisnonno Sebastiano che già nel 1800 produceva e vendeva vino. Nel 1995 è stata rifatta a fondo la cantina, poi ampliata ulteriormente nel 2005, con sala degustazione e stoccaggio vino: «I nostri vini – prosegue Silvano – ci danno grandi soddisfazioni. Coltiviamo 4 ettari di vigneto, con varietà come Merlot, Cabernet Sauvignon e Chardonnay, fino ad arrivare alle specialità come il Roccolo, con uve selezionate del vicino Monte Roccolo, o il Sebastiano Passito del vitigno Tocai, a dimora dal 1955. Abbiamo fatto importanti investimenti, acquistando tramite l’Ocm Vino una nuova pressa pneumatica e una pigia diraspatrice, ma in futuro puntiamo a rinnovare anche tutta la zona assaggi». Ma l’innovazione non si ferma in vigneto e arriva dritta in stalla, dove da inizio luglio sono attivi due robot di mungitura, che contribuiscono notevolmente al benessere degli animali e a quello di chi li alleva: «È stato un investimento importante, sostenuto dal Psr regionale, che abbiamo fatto anche pensando alle future generazioni. Siamo molto soddisfatti, la produzione ora è sui 36-37 kg di media per vacca, ma puntiamo ad aumentare dato che siamo partiti nei mesi più caldi». Accanto ai robot di mungitura anche un innovativo robot spingi foraggio con coclea, in grado di miscelare continuamente la razione degli animali. Il tutto senza dimenticare la sostenibilità energetica: sulla stalla è attivo un impianto fotovoltaico da 40 kw (il primo realizzato nella zona), due terzi dei quali sono utilizzati per le esigenze dell’azienda. Il prossimo passo sarà quello di installare impianti di accumulo, in modo da azzerare del tutto la bolletta della luce.  





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