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Il mais in aiuto dell'ambiente: in un anno assorbe 2,5 milioni di tonnellate di CO2
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29 Agosto 2019


In un momento decisamente delicato per quanto riguarda i temi legati all’inquinamento e alle emissioni in atmosfera, uno studio compiuto dall’ufficio tecnico di Mantova dimostra le eccezionali capacità di assorbimento dell’anidride carbonica da parte del mais. È stato verificato che, in un pieno giorno d’estate, un ettaro di mais è in grado di rimuovere dall’aria che respiriamo circa 500 chilogrammi di CO2, un quantitativo pari alle emissioni medie di una vettura che percorre 3.000 chilometri, grossomodo la distanza che separa Roma da Mosca: «Un altro grande passo sulla strada che assolve l’agricoltura dall’essere ritenuta attività esclusivamente inquinante – spiega Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – cosa che, nella realtà dei fatti, abbiamo visto non essere così, a partire dalle emissioni di gas serra fino ad arrivare alla capacità di assorbirli». Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che si concentra il più recente studio di Confagricoltura. Un ettaro di mais è in grado di assorbire circa 500 chilogrammi al giorno di anidride carbonica (pari a circa 43 tonnellate all’anno). Tutto ciò significa che, per quanto riguarda la provincia di Mantova, i circa 58.000 ettari di mais seminati (dato 2018) sono in grado di togliere dall’atmosfera oltre 2,5 milioni di tonnellate di CO2, che equivalgono a poco meno della metà delle emissioni totali di anidride carbonica nel nostro territorio (circa 5 milioni di tonnellate annue, dato di Arpa Lombardia): «Il metabolismo del mais – spiega Massimo Battisti, responsabile dell’ufficio tecnico di via Luca Fancelli – è molto più simile a quello di una pianta tropicale come la canna da zucchero. La coltura, di tipologia C4, cresce e prosegue con il suo ciclo produttivo anche durante le ore notturne, assorbendo anidride carbonica senza sosta. Nei mesi di giugno e luglio può arrivare addirittura a crescere di 10 centimetri al giorno». E anche per quanto riguarda la produzione di ossigeno, arrivano ottime performance dal mais. È stato calcolato infatti che un ettaro di bosco sia in grado di assorbire circa 22 tonnellate all’anno di CO2, la metà quasi esatta di un ettaro di mais. Essendo, durante il processo di fotosintesi clorofilliana, 1 a 1 il rapporto tra molecole di anidride carbonica assorbita e molecole di ossigeno emesse, ecco che un ettaro di mais è in grado di produrre il doppio dell’ossigeno rispetto a una superficie boschiva di pari estensione. Un vero e proprio polmone nelle nostre campagne: «Il mais è coltura fondamentale e sostenibile – spiega Cortesi – e dobbiamo tornare a rimetterlo al centro della programmazione politica. In Italia siamo passati dagli 1,03 milioni di ettari del 2009 ai 591.000 del 2018, e anche Mantova ha seguito questa tendenza, con un calo di quasi 12.000 ettari tra 2008 (70.000 ha) e 2018 (58.200 ha). Con questo calo e con i prezzi attuali, attorno ai 17 €/q, o arriva una svolta o i produttori, in perdita, abbandoneranno la coltura, mandando in crisi tutto il sistema legato alle Dop».





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