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Il bilancio della campagna cerealicola 2019
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18 Luglio 2019


L’orzo sorride, il grano tenero resiste, nei guai invece il grano duro, senza dimenticare i soliti problemi legati all’andamento climatico. Questo, in sintesi, il bilancio finale della campagna cerealicola 2019 stilato da Confagricoltura Mantova, che ha raccolto ed elaborato i dati a mietitrebbie ferme. Molto bene come detto l’orzo, che ha fatto registrare produzioni abbondanti e di qualità: in media siamo sui 70-75 quintali per ettaro, ma sono state toccate anche punte di 90 q/ha. Buono anche il peso specifico, compreso tra 64 e 70: «L’orzo – spiega Roberto Begnoni, presidente della sezione cereali – è coltura più precoce e più rustica rispetto al grano, e ha sofferto probabilmente meno l’ondata di caldo di giugno, chiudendo con ottime performance». Per quanto riguarda il grano, l’annata è stata certamente segnata dall’andamento climatico, con quattro mesi aridi in inverno, quasi due di pioggia battente e l’ondata di gran caldo di giugno, che ha seccato le spighe in campo: «Il grano tenero – prosegue Begnoni – ha resistito di più, anche se dove si sono verificate le maggiori precipitazioni, e dove erano presenti terreni più argillosi con ristagni d’acqua, qualità e quantità sono più basse. Dove si sono potuti fare i trattamenti adeguati abbiamo invece buone performance». Queste ultime cambiano però in base alle zone della provincia. Nel nord-est in media siamo sui 55q/ha, con un calo medio di circa 10 ha rispetto al 2018. La qualità, per contro, è più che soddisfacente, con peso specifico tra 78 e 82 e un buon grado di proteine, attorno al 13%. Nel basso mantovano invece, dove ci sono terreni più forti, si registrano produzioni medie da 50 q/ha e peso specifico tra 77 e 78. Più problemi per il grano duro: «Tra Don (Deossinivalenolo, una micotossina dannosa per la pianta) e scarse produzioni l’annata è da dimenticare. Da un paio d’anni il duro non rende come dovrebbe e questo mi preoccupa in vista delle prossime semine». Menzioni a parte per le varietà di grano tenero della filiera MantoGrano (Bisanzio e Mixitaly), che si dimostrano solide, con buona produzione e qualità (il Mixitaly ha toccato addirittura i 60-65 q/ha) e per il grano biologico, che ha prodotto bene (45-50 q/ha). Per quanto riguarda i prezzi, il mercato al momento si dimostra stabile, con la qualità che come sempre viene premiata. Al netto di quotazioni per il grano duro ancora assenti, il tenero fa registrare un +1,5% rispetto al 2018 per le varietà di qualità e di forza, mentre il fino al momento è a -1% rispetto all’anno scorso. L’orzo invece è in calo del 5%, per effetto dell’aumento delle superfici e delle produzioni abbondanti.





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