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Confagricoltura chiede una Cun suini unica
News e comunicati ^
 
08 Luglio 2019


Non si placano le polemiche attorno al funzionamento della Cun suini, che ogni giovedì in borsa merci a Mantova si riunisce per determinare il prezzo di vendita delle carni. Le polemiche emerse nei mesi scorsi, con i continui scontri tra allevatori e macellatori, hanno portato Confagricoltura a una proposta senza precedenti, vale a dire quella di accorpare le cinque Cun suinicole (suinetti, suini da macello, tagli di carne suina fresca, grasso e strutti, scrofe da macello) in un solo giorno e in un’unica piazza, per favorire lo scambio di informazioni utili alla formulazione dei prezzi: «Questo tipo di organizzazione – spiega il presidente di Confagricoltura Mantova, Alberto Cortesi – potrebbe portare a un funzionamento più snello della Cun, favorendo il lavoro degli allevatori e dalla parte relativa alla macellazione. Senza dimenticare la questione trasparenza, importantissima in un organo come questo». Più volte è capitato infatti che la parte allevatoriale subisse evidenti penalizzazioni sul fronte prezzi: «Come Confagricoltura – prosegue Cortesi – rileviamo assoluta disparità di trattamento nelle sanzioni emesse, con gli allevatori sempre penalizzati e le altre parti in causa invece mai colpite da multe o sospensioni. Dal Mipaaft sono arrivate garanzie sul corretto funzionamento di questo organismo, ma i provvedimenti necessari possono essere presi solo sulla base di rilevazioni certe o documentate da parte dei segretari della Cun e del Ministero stesso». «La questione è atavica – aggiunge Ferdinando Zampolli, presidente della sezione suinicola di Confagricoltura Mantova – avere un mercato unico sarebbe utilissimo, e d’altronde all’estero è già così. I nostri allevatori sono legati da contratti annuali di consegna, vincolati al bollettino, ma sarebbero meglio contratti a termine, scevri cioè dall’andamento dei mercati. I macelli puntano a far andare per le lunghe le contrattazioni e gli allevatori, messi con le spalle al muro dal rischio di non caricare la merce, sono costretti ad accettare il prezzo che propone la parte industriale. Siamo alla loro mercé, tutto questo deve cambiare, soprattutto in un momento come questo, nel quale il prezzo fatica a decollare». A sostegno del settore però sono in arrivo anche risorse stanziate dal Governo tramite il “Fondo suini”, che mette a disposizione 5 milioni di euro, dei quali 3 per l’acquisto di macchinari da installare nei macelli per verificare la qualità delle carcasse (sulla base dei contratti di filiera) e 1,5 per le azioni promozionali nei confronti della Gdo e dei Consorzi.





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