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Lactalis acquista la Nuova Castelli
News e comunicati ^
 
31 Maggio 2019


Le indiscrezioni, sempre più forti, si sono alla fine concretizzate: il gruppo francese Lactalis, già proprietario dei marchi Parmalat, Galbani, Invernizzi, Vallelata, Locatelli e Cademartori, ha acquistato anche (per 270 milioni di euro) l’azienda reggiana Nuova Castelli, la principale esportatrice di Parmigiano Reggiano. La transazione ha avuto un’eco rilevante, e tocca da vicino anche la provincia di Mantova, che con circa 134.000 forme all’anno rappresenta il 12% della produzione nazionale della celebre Dop. Sono 22 invece i caseifici mantovani che producono Parmigiano Reggiano. Sulla questione però occorre fare chiarezza: «Innanzitutto – spiega Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – molti dimenticano che la Nuova Castelli era già in mano straniera, essendo stata detenuta fino a pochi giorni fa dal fondo di investimento inglese Charterhouse. Non capisco dunque, e condanno, questi insensati allarmismi da parte dei vertici nazionali di Coldiretti. Parlano di tutela dell’agroalimentare italiano dall’assalto delle multinazionali straniere, ma lo fanno dimenticando evidentemente un passaggio». Cambia la proprietà dunque, ma non il fatto che il tricolore non sventola da un po’ sull’azienda reggiana: «Il Parmigiano Reggiano ha un metodo produttivo regolato da un disciplinare rigidissimo. Un’eventuale delocalizzazione dunque è impossibile, perché tale operazione farebbe perdere lo status di Dop al prodotto. Il termine svendita, abbinato a questa operazione, è dunque totalmente errato, nonché dannoso per l’immagine del marchio Parmigiano Reggiano. Come ha giustamente sottolineato il presidente del Consorzio Nicola Bertinelli, l’operazione condotta da Lactalis testimonia la buona salute della nostra filiera e l’attrattività che è in grado di esercitare a livello globale».
 
Dello stesso avviso anche il presidente della sezione lattiero-casearia di Confagricoltura Mantova, Manuel Lugli: «Nuova Castelli era già straniera, e non c’è nulla di strano se un gruppo internazionale vende a un altro gruppo simile, sono operazioni di routine in un mercato globalizzato come quello di oggi. Credo piuttosto che questa operazione possa favorire i produttori, dato che un nome forte come Lactalis riuscirà a piazzare meglio all’estero le forme prodotte. Coldiretti? I loro sono solo proclami pubblicitari». Molto importante è «evitare piuttosto – prosegue Cortesi – che questa operazione venga fatta con aziende che ancora sono al 100% italiane». Dal punto di vista dei produttori, l’operazione potrebbe aprire nuove prospettive: «Da un lato – spiega Ivo Fedrazzoni, presidente della Latteria Mogliese – vedo vantaggi per le esportazioni, dato che il gruppo Lactalis è fortemente strutturato dal punto di vista commerciale. Dall’altro ricordo che si tratta di un interlocutore nuovo, che va osservato. Finora chi ha avuto a che fare con loro è rimasto soddisfatto». «Il marchio Parmigiano Reggiano non potrà mai essere comprato – gli fa eco Nicola Valenza, allevatore di Pegognaga con 250 vacche in mungitura che conferisce il latte alla Latteria Gonfo – non è in vendita e mai lo sarà. Ritengo positivo che ci siano nuovi sbocchi commerciali, il Consorzio ha dichiarato di voler puntare al mercato arabo, dove il prodotto è richiesto e il potenziale economico notevole. Quel che non dovrà mai cambiare è sicuramente la qualità garantita al consumatore, in qualsiasi paese esso si trovi».  





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