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Siccità, è allarme nel mantovano
News e comunicati ^
 
27 Marzo 2019


Con l’inizio della primavera come ogni anno arrivano le intenzioni di semina dei produttori agricoli mantovani. Mai come quest’anno però, queste ultime rischiano di restare appunto solo “intenzioni”, in quanto l’andamento climatico si sta rivelando particolarmente avverso: «C’è crescente preoccupazione – spiega il presidente di Confagricoltura Mantova, Alberto Cortesi – dato che è dall’inizio del mese di dicembre che non piove in maniera considerevole. Non è sufficiente infatti qualche acquazzone isolato, sono necessari più giorni di pioggia ad andamento regolare. Questa condizione di siccità sta mettendo a durissima prova il settore». Lunedì 1° aprile i consorzi di bonifica saranno autorizzati a rimpinguare i canali per le irrigazioni: «La parte nord della provincia – prosegue Cortesi – ha sulla carta acqua garantita fino a metà luglio, grazie ai buoni livelli del lago di Garda, unico bacino non in sofferenza. È la parte sud del Destra Po a preoccupare di più, dato che lì le risorse del Garda non possono arrivare». L’ultimo bollettino di Arpa Lombardia parla di un -10% di risorse rispetto alla media del periodo, e le previsioni non accennano a dare segnali incoraggianti: «Diverse colture – spiega l’ufficio tecnico di Confagricoltura Mantova – sono in sofferenza a causa della carenza idrica. È il caso della barbabietola e dell’erba medica, che erano date in aumento ma ora sono crollate, con la prima addirittura quasi scomparsa (-50%). In calo anche la soia (-15%) e il riso (-12%). In grande difficoltà anche mais e frumento». Regione Lombardia, per promuovere una gestione coordinata dell’acqua, ha convocato per il prossimo 1° aprile un tavolo regionale per l’utilizzo della risorsa idrica. E intanto in soccorso del settore agricolo arriva, come sempre, la tecnologia. Uno studio promosso da Confagricoltura, in collaborazione con Netafim, ha messo a confronto il metodo di irrigazione tradizionale con quello di precisione (a goccia). Il risultato? Un notevole risparmio idrico. Per il mais ad esempio, in provincia di Mantova il risparmio sarebbe di 58.200.000 m³ di acqua (-25% nei consumi), mentre per il pomodoro da industria il risparmio potrebbe essere di 3.785.000 m³ di acqua (-20%). Ancor più alto il dato della vite, con un -38% nei consumi di risorse idriche e con 1.132.800 m³ di acqua in meno da utilizzare: «Metodi estremamente innovativi – dice Cortesi – ma anche onerosi per le aziende. Auspichiamo in questo senso l’apertura di bandi Psr ad hoc da parte di Regione Lombardia, che possano supportare gli imprenditori».





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