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Mais: strategie per il rilancio del settore il 27 febbraio in Confagricoltura
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18 Febbraio 2019


Confagricoltura Mantova punta sul mais, coltura strategica per il nostro Made in Italy e per il mantenimento delle Dop nazionali. L’occasione per fare il punto sulla situazione sarà la mattinata di mercoledì 27 febbraio con, a partire dalle ore 10 nella sede di via Luca Fancelli 4, il convegno “Rilanciare il mais: produrre qualità in quantità”. Dopo i saluti introduttivi di Roberto Begnoni, presidente della sezione economica cerealicoltura di Confagricoltura Mantova, prenderanno la parola il professor Amedeo Reyneri, docente di Agronomia e coltivazioni erbacee presso l’Università degli studi di Torino, che terrà un focus intitolato “Percorsi agronomici per incrementare produttività e qualità del mais”, e Cesare Soldi, presidente dell’Ami (Associazione maiscoltori italiani), con l’intervento “Strategie per il rilancio del settore”. Il convegno è di fondamentale importanza per Confagricoltura Mantova, in un momento storico nel quale il mais sopravvive a stento, schiacciato da prezzi di mercato troppo bassi e da una produttività in costante calo. Il tutto ha avuto e sta avendo pesanti conseguenze, perché il mais è fondamentale per l’intero comparto zootecnico nazionale, anche per i circuiti delle Dop. E i dati registrati da Agri Istat in provincia di Mantova confermano tale andamento. Dal 2008 sono andati persi quasi 12.000 ettari di semine, passando dai 70.000 di dieci anni fa ai 58.200 con i quali si è chiuso il 2018 (-17%). Vi sono però profonde differenze tra il mais insilato (utilizzato per l’alimentazione animale) e il mais da granella (venduto sul mercato). I dati del primo sono in salita, con 32.200 ettari nel 2018 contro i 19.500 del 2008 (+65%), mentre i secondi sono crollati, con 26.000 ettari nel 2018 contro i 50.500 del 2008 (-48,5%): «Questa discrepanza, mai evidenziata in precedenti analisi – spiega Roberto Begnoni – , deriva dal fatto che chi ha allevamenti continua a produrre mais, insilato e da pastone, per uso interno, anzi ne acquista perché insufficiente. Chi vende la granella sul mercato invece è fortemente scoraggiato dagli attuali prezzi e dalle rese insufficienti, che stanno mettendo in ginocchio la coltura, con superfici in costante calo. Da qui le nostre preoccupazioni per la stabilità del settore». A livello di competitività sui mercati Begnoni è chiaro: «Con gli attuali prezzi non riusciamo a tenere il passo con i nostri concorrenti esteri. Il motivo? I costi di produzione, che da noi sono troppo alti».


   Grafico semine mais 2008-2018
   Grafico produzione mais 2008-2018


Cereali, Confagricoltura Mantova



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