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Antibiotici, al via il progetto di riduzione negli allevamenti
News e comunicati ^
 
06 Febbraio 2019


Si è tenuta pochi giorni fa in Regione Lombardia una riunione informativa sul tema dell’antibiotico-resistenza e sulle possibili azioni da attivare per contenere l’uso degli antibiotici negli allevamenti, un tema sempre più di attualità e sul quale da sempre Confagricoltura Mantova è vigile: «L’incontro – spiega il presidente di Confagricoltura Mantova, Alberto Cortesi – ha confermato ciò che ci aspettavamo, vale a dire l’impegno della Ue nel ridurre il consumo di farmaci e antibiotici, al fine di contenere in particolare l’antimicrobico resistenza. In secondo luogo, sono state sottolineate anche le attese dell’opinione pubblica e dei consumatori verso questo problema». L’Italia, si legge nel documento inviato dalla Regione, è uno dei paesi Ue con il maggior consumo di antibiotici ed è stata invitata, in un recente audit con gli ispettori comunitari, a contenerne l’impiego in allevamento, dal momento che la loro efficacia tenderebbe a scemare e si assisterebbe allo sviluppo di ceppi microbiotici resistenti. «Per ora si è parlato solo di vacche da latte – prosegue Cortesi – ma presto l’impegno dovrà essere diffuso anche alle filiere suina e avicola, con quest’ultima che sta già facendo registrare passi avanti importanti». Cosa viene chiesto agli allevatori dunque? «L’impegno chiesto da Mipaaft e Regione Lombardia è quello di contenere l’uso degli antibiotici in tempi piuttosto brevi. Entro due o tre anni entreranno in vigore le nuove norme sul loro utilizzo e ne sarà possibile l’utilizzo solo per casi specifici e ben documentati, in presenza di prescrizione della ricetta veterinaria». Le incertezze però restano numerose: pare che il Ministero abbia chiesto una riduzione del 30% in tre anni, valore molto alto che, al momento, non trova riscontro pratico negli allevamenti. La Regione Lombardia invece non dà numeri, e preferisce limitarsi a parlare di “uso consapevole”, quindi solo nei casi ben documentati e indispensabili sopracitati. A breve l’amministrazione regionale emanerà linee guida (elaborate da istituti universitari) e le sottoporrà ai portatori di interesse, prima di renderle operative: «Raccomandiamo un approccio graduale e non punitivo – spiega Cortesi – nei confronti degli allevatori, con una formazione specifica dedicata soprattutto ai veterinari. È fondamentale poi che tutto ciò non si traduca in una promozione commerciale in cui l’aumento dei costi di allevamento “antibiotic free” ricada interamente sulle spalle degli allevatori». In questo contesto stupisce, come al solito, l’assenza di Coldiretti ai tavoli di lavoro.




ASL Mantova, Confagricoltura Mantova, Regione Lombardia, Zootecnia



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