COSTRUIAMO
UN FUTURO
FERTILE



A A A

Con il progetto di Confagricoltura più competitività per le imprese agricole
News e comunicati ^
 
09 Aprile 2010


Al Forum di Taormina presentato il programma politico economico confederale.

Un progetto politico economico per la competitività e la modernizzazione delle imprese agricole italiane. Questo, l'argomento principale della tre giorni di lavoro tenutasi a Taormina dal 25 al 27 marzo, in occasione del IV Forum di Confagricoltura, dal titolo, come per le edizioni precedenti, "Futuro Fertile".

Sul tema principale, Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura, ha detto "siamo venuti a Taormina con l'obiettivo di sottoporre il nostro progetto all'esame della comunità economica e della politica: l'esame è stato superato. Il nostro progetto politico-economico - ha proseguito - è già operativo nella sua parte tecnica, mentre l'obiettivo politico sarà raggiunto attraverso un percorso di relazioni già in atto".

Riguardo i dettagli del piano economico di Confagricoltura, per Vecchioni "il mondo agricolo propone alla comunità economico-finanziaria un progetto di radicale ristrutturazione del settore primario, che verte su un piano agroindustriale, che si prefigge, entro il prossimo biennio, di aggregare 350 mila ettari di superficie agricola per un fatturato di 500 milioni di euro e di garantire alle imprese una riduzione dei costi del 20%". Per il presidente confederale, "l'alleanza ha lo scopo di riunire gli agricoltori, e non le loro sigle di rappresentanza, coinvolgendo anche industria, distribuzione e credito".

Dal punto di vista operativo, il progetto ha individuato in prima battuta quindici strutture sul territorio nazionale, che agiranno in stretto raccordo con i referenti d'area. Le modalità operative del nuovo servizio di approvvigionamento dei mezzi tecnici e le tipologie delle relazioni tra la nuova società e i referenti territoriali potranno avere forme diverse, a seconda dei prodotti trattati, delle imprese agricole coinvolte o ancora delle necessità in termini di capacità di stoccaggio. L'obiettivo identificato nel business plan societario prevede un risparmio sul costo d'acquisto dei mezzi tecnici di almeno il 20%.

Contestualmente, lo scopo della nuova società sarà anche quello di favorire il collocamento delle produzioni delle imprese agricole. In questa fase di avvio la spinta alla commercializzazione riguarderà principalmente due filiere, con l'obiettivo di replicare gli schemi operativi per tutte le altre entro la fase di completamento del progetto. Per riuscirci lo sforzo si concentrerà nella promozione di accordi con industrie di trasformazione agroalimentari di primaria importanza per la commercializzazione di produzioni cerealicole, proteoleaginose e olivicole. Di pari passo verrà promosso lo sviluppo di produzioni agricole a fini agro-energetici, come colza, girasole e soia, cercando di garantire uno sbocco di mercato tramite accordi con imprese dotate dei relativi impianti di produzione energetica.

Per Sergio Cattelan, presidente di Confagricoltura Mantova, presente ai lavori di Taormina, "il parere sul progetto economico - politico confederale è decisamente positivo, in quanto rappresenta la vera novità del panorama agricolo, per una valida ricetta anticrisi per rilanciare il settore, riducendo i costi di produzione ed aumentando la competitività delle imprese. L'approccio - ha proseguito Cattelan - è quello di un nuovo rapporto fra agricoltore e organizzazione, che punti ad obiettivi non solo sindacali, ma anche economici".

Apprezzamenti per il progetto di Confagricoltura da parte del mondo bancario. Per Carlo Fratta Pasini, presidente del Banco Popolare, "si tratta di un progetto di grande coerenza politica, oltre che economica e che aspira a raggruppare tutte le risposte degli attori della filiera in un sistema imprenditoriale vincente", mentre per Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa San Paolo, "il progetto di Confagricoltura non riguarda solo un'associazione, ma tutto il settore, puntando all'aggregazione con la massima libertà per le imprese. Come non si può essere d'accordo?".

A Taormina si è parlato anche di semplificazione. Confagricoltura avverte da tempo la necessità di proporre un'ipotesi di nuovo quadro normativo, orientato alle esigenze di un'agricoltura moderna. In questo senso l'attenzione si concentra su alcuni grandi capitoli come riordino fondiario, lavoro e previdenza, rapporto con il mercato, ambiente, agroenergie, semplificazione burocratica, credito, infrastrutture.

Una nuova normativa di ampio respiro potrà limitare il succedersi di decreti legge "sovraccarichi ed eterogenei" che, come ha stigmatizzato il Presidente della Repubblica, producono forti distorsioni negli equilibri istituzionali, finendo per gravare negativamente sul livello qualitativo dell'attività legislativa. Confagricoltura propone al mondo istituzionale di adeguare la legislazione in materia di consolidamento e sviluppo dell'impresa agricola alle nuove figure professionali, per strutturare maggiormente l'organizzazione dell'impresa agricola in tutte le sue forme, con particolare riferimento a quelle societarie.

Sul piano del costo del lavoro, l'Organizzazione degli agricoltori italiani propone modifiche normative che prevedano, da un lato il contenimento degli oneri sociali sul lavoro dipendente, e dall'altro la semplificazione degli adempimenti burocratici a carico dei datori di lavoro. Le proposte di modifica normativa riguardano il blocco dell'allineamento delle aliquote, la stabilizzazione delle agevolazioni contributive per le zone montane e svantaggiate, l'oscillazione del contributo antinfortunistico, la riduzione del cuneo fiscale, la comunicazione di assunzione plurima e il nulla osta al lavoro per extracomunitari. In campo fiscale, Confagricoltura auspica modifiche normative per la semplificazione degli adempimenti in materia di Iva e la comunicazione unica per la nascita dell'impresa, considerato che i costi sostenuti per l'amministrazione dell'azienda, compresi quelli del sovraccarico burocratico che caratterizza i rapporti con la Pubblica Amministrazione, arrivano a circa il 10% dei costi intermedi sostenuti dall'imprenditore agricolo. Un'incidenza che evidenzia negli ultimi anni la maggior crescita (+3,9%) rispetto alle altre voci di costo.

Anche su quest'ultimo aspetto del progetto confederale si registra il consenso di Confagricoltura Mantova. Secondo Cattelan - "l'imperativo è sburocratizzare, per una politica condivisa a favore dell'imprenditore, dove la pubblica amministrazione non sia d'ostacolo alla competitività delle imprese". Al Forum di Taormina hanno partecipato numerosi esponenti politici italiani ed europei, fra cui, a livello comunitario, Elena Espinosa Mangana, presidente del Consiglio dei ministri agricoli europei, Dacian Ciolos, Commissario per l'agricoltura, Paolo De Castro, presidente della Commissione agricoltura del parlamento europeo, che hanno illustrato l'obiettivo della prossima riforma della Pac, sostenendo che l'Europa per uscire dalla crisi ha bisogno di maggiori interventi a breve termine e maggiore flessibilità negli strumenti finanziari.

Presenti in rappresentanza del Governo il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che con Vecchioni ha firmato un protocollo d'intesa per l'attuazione degli accordi di Kyoto e Copenaghen per la riduzione dei gas serra, un piano di riforestazione per il nostro Paese, ed il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che, portando il saluto del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha definito il progetto di Confagricoltura "una buona idea, senza precedenti nel mondo agricolo nazionale", così come Adolfo Urso, viceministro dell'Economia, che ha giudicato positivamente la strategia confederale, in quanto "aiuterà la crescita dell'export e quindi la crescita del Pil nazionale".

Da Taormina è arrivata anche un'ulteriore apertura agli Ogm dal mondo della Chiesa. L'arcivescovo di Trieste, mons. Giampaolo Crepaldi ha infatti affermato che "è il momento di finirla con le scomuniche. È ora che l'agricoltura dimostri che l'innovazione è amica del processo ambientale e che la tecnica è al servizio dell'uomo". Sul principio di precauzione, per l'arcivescovo: "l'esercizio della prudenza non significa esercizio di strumenti legislativi di carattere ideologico".

Per concludere, riportiamo un intervento emblematico di Maurizio Gardini, presidente di Fedagri, che condividendo il business plan di confederale, ha affermato "che il progetto arriva opportunamente nel momento di maggior difficoltà dell'agricoltura e lo sforzo organizzativo dimostra la maturità della classe dirigente di Confagricoltura".




precedente: Confagricoltura: un posto nella storia e nella cultura italiana
successivo: Sarò il presidente di tutti, nell'interesse delle nostre aziende.


Internet partner: Omega-Net
[www.omeganet.it]

Art direction by: Fachiro Strategic Design
[www.fachiro.com]