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Rifiuti: SISTRI da cambiare
News e comunicati ^
 
23 Aprile 2010


Di Sergio Cattelan - Presidente di Confagricoltura Mantova

Si scrive SISTRI, ma si legge burocrazia e maggiori costi. Questa è la valutazione che da subito Confagricoltura Mantova ha espresso nei confronti del nuovo sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti, che, nelle lodevoli intenzioni del ministero dell'Ambiente, dovrebbe fare emergere tutte le posizioni illegittime che hanno originato, specialmente in Campania, la cosiddetta ecomafia.

Ad una attenta lettura delle procedure ministeriali, infatti, emerge che, a causa della complessità del sistema e dei nuovi consistenti costi che introduce, il SISTRI, al quale per ora tutte le imprese, anche agricole, che producono rifiuti pericolosi, dovranno iscriversi entro il prossimo 29 aprile, avrà come conseguenza di caricare ulteriormente di balzelli e nuovi oneri finanziari le imprese che fino ad oggi hanno lavorato alla luce del sole, mentre coloro che hanno fino a questo momento inquinato, si guarderanno bene dal manifestarsi con un'iscrizione ex novo.

Sul piano dei costi iscriversi al SISTRI equivale ad un onere di minimo 120 euro per azienda, fino ad un massimo di 500 euro, in funzione del numero dei dipendenti. Inoltre, ogni anno si dovrà versare un'analoga somma, comportando in definitiva un aggravio economico di non poco conto rispetto alla situazione attuale.

Confagricoltura Mantova non ha visto nel SISTRI l'ennesimo pretesto per fare cassa, ma al contrario si è impegnata a livello ministeriale per rendere meno pesante il carico per ogni singola azienda. Confagricoltura nazionale, infatti, spronata dalle varie Unioni provinciali, ha presentato al ministero dell'Ambiente una serie di proposte che mirano ad esonerare le imprese con basse produzioni di rifiuti ed ad ridurre la tassa di iscrizione ad un livello ben inferiore a quanto previsto. Tale azione sindacale pare stia portando a qualche risultato, se è vero che il Ministero stesso si è detto favorevole a prendere in considerazione l'esonero di tutti i soggetti che saltuariamente producono rifiuti anche pericolosi (l'ipotesi è di arrivare ad una soglia minima di 90 Kg/anno).

Nel frattempo, abbiamo chiesto, con una lettera indirizzata alla Provincia di Mantova, la stipulazione di un accordo di programma, così come sta avvenendo in altre province lombarde, con il conferimento presso una piazzola od ente autorizzato, che di fatto potrebbe esonerare dall'iscrizione al SISTRI tutte le imprese agricole che producono quantitativi modesti di rifiuti. Anche su questo punto, nei prossimi giorni, su nostra sollecitazione, a Milano si terrà una riunione di tutte le province lombarde per definire una linea comune in tal senso.

Abbiamo registrato con soddisfazione grande sensibilità da parte dell'Assessorato all'Agricoltura della Provincia nel recepire le istanze del mondo agricolo; speriamo che anche l'Assessorato all'Ambiente, al quale compete l'applicazione della normativa, comprenda le motivazioni che ci spingono a ricercare una soluzione a questo ennesimo aggravio burocratico e di costi e trovi con la nostra collaborazione una soluzione che permetta di raggiungere gli obiettivi del SISTRI, senza penalizzare coloro che già operano in attuazione a tutte le normative sui rifiuti, fra cui gran parte delle imprese agricole.

Vorremmo, alla fine della vicenda, che, una volta tanto, prevalga il buon senso e si possa finalmente affermare che la burocrazia sia al servizio delle imprese e non un ostacolo all'attività della stesse.




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