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Spandimento fanghi, Confagricoltura Mantova fa chiarezza
News e comunicati ^
 
02 Gennaio 2019


Lo spandimento dei fertilizzanti azotati diversi dagli effluenti da allevamento nei terreni agricoli della provincia di Mantova ha acceso il dibattito nelle scorse settimane, con la Regione Lombardia che si è espressa con un divieto che coinvolge quindici comuni e i comuni stessi che agiscono per proprio conto, con regolamenti varati ad hoc. A questo proposito arriva la presa di posizione di Confagricoltura Mantova, che punta a fare chiarezza sulla questione, aprendosi al dialogo con le varie amministrazioni comunali: «I vari “regolamenti” varati dai comuni – spiega il presidente di Confagricoltura Mantova Alberto Cortesi – contengono una cospicua quantità di imprecisioni e approssimazioni, dovute essenzialmente al fatto che la materia è estremamente complessa, e dunque non di facile interpretazione o gestione. Come associazione di categoria ci teniamo a fare chiarezza, e siamo pienamente disponibili ad affiancare le amministrazioni comunali per una corretta lettura delle norme già presenti». A spiegare meglio quest’ultimo passaggio è l’ufficio tecnico di Confagricoltura Mantova: «Per la regolamentazione di fanghi e gessi – si legge in una nota – oltre a norme comunitarie e nazionali, esiste già una normativa regionale, la cosiddetta “direttiva nitrati”, che è facilmente consultabile e che deve rappresentare l’unico regolamento cui i comuni mantovani possono e devono appoggiarsi».

Per capire come si sia arrivati a tali polemiche occorre riavvolgere in parte il nastro del tempo. A fronte di alcune segnalazioni di presunti miasmi causati dallo spandimento dei fanghi da depurazione, alcuni comuni mantovani (Rodigo fu il primo a partire, seguito poi da Mariana Mantovana, Asola e Castel Goffredo) hanno deciso di mettere per iscritto veri e propri regolamenti per l’impiego di tali sostanze sui vari territori comunali di competenza: «Quello che i comuni possono fare al massimo – prosegue l’ufficio tecnico di via Fancelli – è diffondere linee guida che aiutino nell’interpretazione dei regolamenti già vigenti, ma non di certo scriverne di nuovi. In uno dei documenti arrivati dai comuni ad esempio viene istituita una nuova categoria, quella dei “fertilizzanti B”, per concimi, ammendanti, correttivi e digestato. Peccato che nella direttiva nitrati, norma diffusa a livello europeo, tale categoria non esista. Senza contare la confusione che viene fatta tra fanghi e gessi, che sono due cose completamente diverse». La questione è delicata, ma Confagricoltura Mantova ha le idee chiare: «La responsabilità non può ricadere interamente sulle spalle degli agricoltori, che sono solo gli utilizzatori finali – spiega il presidente Cortesi – , e  su questo bisogna riflettere. Noi già da tempo ci siamo mossi per cercare di spingere la Regione Lombardia, e le altre regioni coinvolte, verso un’uniformità di regolamenti che comprenda tutto il bacino padano, e su questo torneremo a insistere. Bisogna sanzionare chi commette irregolarità, non stilare nuovi regolamenti». 




Confagricoltura Mantova, Funzionari e Personale di Confagricoltura Mantova, Uffici Confagricoltura Mantova



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