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Speciale agricoltura di precisione: la mappatura del suolo
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30 Novembre 2018


Un esempio di mappatura del suolo
Un esempio di mappatura del suolo
L’agricoltura di precisione si prefigge l’obiettivo di ottimizzare gli interventi colturali, agendo nel momento migliore e nel posto preciso con la tecnica più adeguata. Per fare ciò bisogna conoscere molto bene la coltura che stiamo o vogliamo coltivare e il tipo di terreno, che è il substrato su cui far crescere le piante.
La fertilità del terreno dipende da una grande varietà di fattori chimici, fisici e biologici che interagiscono tra loro e determinano l’ambiente in cui si sviluppa la pianta. Alcune di queste caratteristiche rimangono invariate nel tempo (sabbia, limo e argilla), altre possono variare con difficoltà e solo con interventi importanti (il pH, l’altimetria), altre ancora invece dipendono dalle concimazioni e dalle lavorazioni (la sostanza organica, la porosità, il contenuto in azoto, fosforo e potassio). Sono due le tecniche per conoscere bene il terreno: la mappatura del suolo e il monitoraggio con sensori.
Per quanto riguarda la mappatura del suolo, questa è un’evoluzione delle analisi del terreno che tante aziende hanno fatto negli scorsi anni per motivi agronomici o perchè richieste da Regione Lombardia nell’ambito dei contributi agroambientali. La differenza tra le singole analisi e la mappatura sta nella possibilità, con la seconda, di vedere come varia il terreno nella sua continuità. Mentre le analisi sono relative a singoli punti di prelievo, la mappa descrive ogni metro quadrato di un appezzamento. Per fare questo si serve di strumenti che, tramite alcune proprietà elettriche del terreno, dividono gli appezzamenti in aree omogenee. Dall’analisi e dall’osservazione di queste si arriva ad avere una mappa delle singole caratteristiche (argilla, sabbia, limo, pH, sostanza organica, ecc.). La conoscenza precisa del terreno permette non solo di dividerlo in zone con le stesse caratteristiche ma anche riconoscerne le problematiche. Ad esempio, con la mappa della sabbia possiamo sapere i confini delle aree che avranno tendenzialmente più problemi di stress idrico.
La conoscenza di queste caratteristiche permette, con l’agricoltura di precisione, di programmare ad esempio diverse densità di semina, prevedendo un maggior investimento nelle aree più fertili e meno nelle aree più critiche. È stato questo il principio agronomico alla base del progetto Dekalb Smart Planting che ha interessato diverse aziende nel mantovano: dalla mappa dei suoli, gli agronomi della Monsanto hanno generato delle mappe di prescrizione con cui è stata fatta la semina a rateo variabile.
Come detto, la mappatura dei suoli permette di conoscere anche quelle caratteristiche che possono essere facilmente migliorate con le normali tecniche agronomiche, come la sostanza organica e la porosità (e quindi la capacità di trattenere acqua). In merito a quest’ultima, è importante conoscere il contenuto di acqua disponibile alle radici delle piante. Questo livello varia giorno per giorno in funzione di vari aspetti: il tipo di terreno, la coltura (tipo e periodo di sviluppo), le condizioni climatiche, il tipo di preparazione del terreno, ecc. Il monitoraggio del contenuto di acqua avviene attraverso centraline meteo dotate di sensori per l’umidità del terreno che rilevano in continuo le condizioni e le inviano ad un sistema informatico che calcola di ora in ora la disponibilità di acqua, avvertendo l’agricoltore dell’avvicinarsi delle condizioni di stress, prevedendo il momento migliore per intervenire con l’irrigazione. Quello appena descritto è un Dss (Decisione Support System) e sono numerose le ditte che offrono questi sistemi. Spesso, oltre al supporto per l’irrigazione, permettono di monitorare altre situazioni, come le condizioni critiche di infezione delle principali malattie fungine, oppure prevedere il rischio gelate.
Le due tecniche descritte in questo articolo (mappatura dei suoli e monitoraggio delle condizioni pedoclimatiche) sono dei validi sistemi che permettono all’agricoltore di ottimizzare alcune scelte colturali importanti come la semina, la fertilizzazione, i trattamenti antiparassitari e l’irrigazione. Per questi motivi il Piano di Sviluppo Rurale della Lombardia, con la misura 4.1, finanzia l’acquisto di centraline agrometeorologiche e servizi di mappatura connessi all’acquisto di attrezzature per la semina e la concimazione a rateo variabile.

Per approfondimenti e chiarimenti contattare l’ufficio tecnico di Confagricoltura Mantova – Andrea Zampolli – 0376/330733 – a.zampolli@confagricolturamantova.it




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