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Mais con le spalle al muro: il grido di allarme di Confagricoltura
News e comunicati ^
 
29 Novembre 2018


Si è chiusa con l’appello “ora o mai più” la riunione dedicata ai cerealicoltori andata in scena pochi giorni fa nella sede di Confagricoltura Mantova. A destare preoccupazione è la filiera del mais, coltura che negli ultimi anni ha subito una fortissima contrazione in termini di produttività (l’Italia è scesa al 56% di autoapprovvigionamento) e di prezzo, e non è mai stata tutelata adeguatamente dalla politica, sia nazionale che comunitaria. Il tutto ha avuto e sta avendo pesanti conseguenze, perché il mais è fondamentale per l’intero comparto zootecnico nazionale, anche per i circuiti delle Dop. Ecco allora che si tenta di correre ai ripari: Confagricoltura e Assalzoo, a livello nazionale, stanno dialogando per arrivare alla chiusura di un accordo di rilancio della filiera. A questo proposito, è stato creato per la prima volta, presso il Mipaaft, un Tavolo tecnico dedicato al mais, con il compito di vigilare e promuovere azioni in favore della coltura: «L’Unione Europea – spiega Roberto Begnoni, presidente della sezione cerealicoltori di Confagricoltura Mantova – è diventata il primo importatore mondiale di mais, con 17,8 milioni di tonnellate lo scorso anno. Il prodotto arriva perlopiù da Ucraina, Brasile e Stati Uniti ed è, lo ricordo, tutto Ogm. L’Italia vede ridursi di anno in anno le proprie superfici, dagli 1,2 milioni di ettari del 2003 (record) ai quasi 635.000 dello scorso anno, e Mantova non è da meno. La nostra provincia nel 2013 coltivava 65.000 ettari a mais, oggi sono 55.000. Un calo drastico di 10.000 ettari in soli cinque anni, che salgono a 20.000 se allarghiamo il nostro sguardo agli ultimi dieci anni». Ecco allora il motivo della trattativa con Assalzoo, per una filiera del mais italiano certificato: «La prima proposta di contratto – prosegue Begnoni – non era soddisfacente a livello remunerativo. Occorre partire innanzitutto dalla copertura delle spese di produzione, che variano dai 2.000 ai 2.200 €/ha. Faremo sentire la nostra voce e torneremo a trattare. È importante sottolineare però come per la prima volta gli industriali si siano rivolti ai produttori, segno che anche da parte loro il problema è sentito. Ciò che manca ancora è un adeguato sostegno politico, con il mais ad esempio mai inserito nei sostegni Pac e gli Ogm ancora vietati in Italia. In sede di contrattazione chi manca è anche la Coldiretti, probabilmente troppo impegnata a pensare ai propri mercatini».




Cereali, Confagricoltura Mantova, Lasagna Matteo Presidente Confagricoltura Mantova



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