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Nasce la Cun uova: regolerà i prezzi di mercato
News e comunicati ^
 
24 Ottobre 2018


Dopo una lunga serie di discussioni e lavori, il Ministero per le politiche agricole ha ufficialmente dato vita alla Commissione unica nazionale delle uova (Cun uova), che d’ora in poi regolamenterà i mercati. Il nuovo organismo avrà sede alla borsa merci di Forlì, il principale mercato per quanto riguarda le uova, e sarà composta da dieci commissari in rappresentanza della parte venditori e altrettanti in rappresentanza della parte acquirenti: «La nuova Cun – spiega l’ufficio tecnico di Confagricoltura Mantova – avrà il compito di formulare e regolamentare in maniera trasparente i prezzi e le tendenze del mercato delle uova. Le sedute si terranno ogni lunedì, con il Mipaaft che vigilerà costantemente sul rispetto del principio di pluralità, punto cardine delle contrattazioni». Ma la Cun uova funzionerà davvero o rischia di avere gli stessi problemi della Cun suini, tra mancate contrattazioni e “ricatti” del mondo industriale? Esprime parere favorevole Alan Ghinzelli, titolare di un allevamento a terra da circa 15.000 galline ovaiole a Viadana, in soccida con Parmovo: «Ad oggi il prezzo lo fanno le grandi industrie – spiega – decidono loro l’andamento dei mercati. Io ho fatto un periodo da indipendente, ma le condizioni di mercato hanno fatto sì nel corso degli anni che quasi tutti gli allevatori avicoli abbiano dovuto stringere accordi di soccida. Sono a favore di uno strumento come la Cun, chi ha avuto la bravura di rimanere sul mercato libero di certo ne beneficerà. Almeno ci sarà un controllo del prezzo, non lasciato a pochi eletti». A favore anche Ezio Sgarbi, che è rimasto invece indipendente con il suo allevamento da 6.000 galline ovaiole a Quistello: «Se questo organismo sarà davvero super partes allora la Cun avrà davvero un senso. I prezzi per ora sono pilotati dai grandi produttori, per noi indipendenti è rimasta una fetta di mercato molto limitata». Ma qual è lo stato di salute attuale del mercato delle uova? Nella nostra provincia sono oltre 6,7 milioni i capi avicoli presenti. Le galline ovaiole superano i 3,5 milioni di unità, sono circa 3 milioni i polli da carne mentre i tacchini sfiorano i 600.000 capi: «Circa sei o sette mesi fa siamo stati colpiti dal disastro aviaria – prosegue Ghinzelli – il mercato ne è stato fortemente condizionato, con i prezzi schizzati alle stelle. Ora tutto sembra rientrato e la situazione si sta ridimensionando. Qualche mese fa ad esempio è stata riconosciuta una plusvalenza per l’uovo da allevamento a terra rispetto a quello da allevamento in batteria. Mi sento di dire però che servirebbe una maggiore facilità nell’accesso ai finanziamenti, indispensabili per lo sviluppo del settore».





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