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Speciale agricoltura di precisione: il telerilevamento da satellite
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18 Ottobre 2018


Un esempio di foto satellitare
Un esempio di foto satellitare
L’uso del satellite per il monitoraggio delle colture si può considerare una delle “armi” dell’agricoltura di precisione. Questa tecnologia nacque infatti negli Stati Uniti per scopi militari, ma negli anni ’70, in piena guerra fredda, si decise di utilizzarla anche a fini civili (tra cui l’agricoltura) allo scopo di rilevare e stimare le produzioni agricole dell’allora Unione Sovietica. Oggi esistono una decina di missioni spaziali che producono fotografie utilizzabili gratuitamente o a pagamento. Una di queste, la missione Copernicus dell’Agenzia Spaziale Europa (Esa), attraverso la copia di satelliti Sentinel 2 offre un servizio gratuito di buona qualità. Questi satelliti orbitano sopra la Terra all’altezza di circa 780 km e restituiscono una fotografia multispettrale ogni cinque giorni.

Ma quali sono le caratteristiche e gli usi di queste immagini? L’interesse delle foto satellitari è dato dal fatto che non sono delle semplici fotografie a colori, ma danno informazioni qualitative e quantitative rispetto alle superfici rilevate. Non sono utili per la misurazione esatta dei confini degli appezzamenti perché la definizione dell’immagine al suolo (il pixel, ossia il quadratino che compone la fotografia) è di 10 metri per 10 metri. Per questi usi vengono utilizzate le foto aeree. La macchina che compie le fotografie è una camera multispettrale, in grado di rilevare l’emissione elettromagnetica a determinate lunghezze d’onda. Le più interessanti per l’agricoltura di precisione sono quelle della banda del visibile e del vicino infrarosso (Nir).

Perché? Gli studi scientifici degli ultimi decenni hanno dimostrato che l’emissione di queste onde è in relazione ad alcune caratteristiche delle colture, soprattutto legate al vigore. Questo significa che da una foto satellitare si può misurare lo stato vegetativo ad una certa data. Se pensiamo che questi satelliti sorvolano lo stesso punto ogni cinque giorni e le foto vengono messe a disposizione del pubblico nell’arco di 48 ore, si può capire come sia possibile monitorare la coltivazione durante tutto lo stato vegetativo. Il risultato è quindi una “foto” dello stato di vigore della nostra coltivazione, dalla quale si vedono nei colori che virano al rosso le aree meno vigorose, mentre le altre sono quelle in verde. Questa immagine riporta lo stato della pianta a quella data, ma naturalmente non ne spiega il motivo. Potrebbe essere una mancanza di nutrienti come l’azoto, ma anche una difficoltà legata al terreno e alla disponibilità di acqua (ad esempio una zona sabbiosa che quindi risente prima della siccità).

A cosa servono quindi queste immagini? Si possono fare due ordini di valutazione:
  • Nel breve termine si può intervenire cercando di risolvere la carenza che sta alla base della bassa vigoria. Se è una carenza nutritiva si può agire con una concimazione azotata a dosi maggiori oppure un’irrigazione maggiore se si tratta di una carenza idrica. Fondamentale quindi è comunque la verifica in campo per analizzare la situazione;
  • Nel medio termine (tre - quattro anni) si possono individuare le zone che tendono a presentare tutti gli anni delle riduzioni di vigoria (che spesso portano ad una riduzione delle produzioni) e gestire in maniera diversa e localizzata quelle aree in funzione della criticità che si dovrà comunque andare ad indagare con rilievi di altro tipo. Se ad esempio si nota una venatura di terra meno fertile, si potranno aumentare le concimazioni in quella zona. Se invece il problema è la minor capacità di ritenzione idrica, come nei terreni sabbiosi, si potranno adottare tecniche per massimizzare la produzione e minimizzare i costi, attraverso maggiori irrigazioni o riduzione della densità di semina al fine di ridurre la competizione tra le piante.
Oltre a queste variabilità naturali, con queste tecniche si possono identificare e misurare anche casi particolari altrimenti difficili da individuare, come ad esempio danni da deriva di antiparassitari oppure attacchi antiparassitari localizzati. In questi casi il limite è sempre dato dalla dimensione dell’area, vista la bassa risoluzione spaziale.

Insomma l’uso delle foto satellitari è già oggi uno dei sistemi utilizzati in agricoltura di precisione per avere informazioni sullo stato delle colture e monitorare settimanalmente l’andamento della coltivazione al fine di intervenire puntualmente per migliorare la produzione. Per approfondimenti e chiarimenti contattare Andrea Zampolli, dell’ufficio tecnico di Confagricoltura Mantova, al numero 0376/330733 o alla mail a.zampolli@confagricolturamantova.it.




Confagricoltura Mantova, Uffici Confagricoltura Mantova



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