COSTRUIAMO
UN FUTURO
FERTILE



A A A

Cun suini: è ancora scontro
News e comunicati ^
 
21 Settembre 2018


Non si placano le polemiche attorno alla Cun suini da macello, la Commissione unica nazionale che ogni giovedì si riunisce al MaMu per determinare il prezzo di vendita delle carni. L’ultimo capitolo dello scontro tra produttori e macelli è andato in scena giovedì quando, alla consueta riunione, la componente dei macelli non si è presentata in Commissione, non inviando il proprio rappresentante nemmeno al Comitato dei Garanti. Vista l’assenza dei macelli, i rappresentanti degli allevatori e del Ministero per le Politiche Agricole hanno comunque deciso, per il circuito tutelato, un rialzo di 1,5 centesimi rispetto alla quotazione decisa una settimana fa, giovedì 13 settembre, che per quanto concerne ad esempio i suini di peso compreso tra i 160 e i 176 chili (il peso più frequente) era pari a 1,585 centesimi al chilo. In tal modo la quotazione è arrivata a 1,600 €/kg, con i suini compresi tra i 152 e i 160 kg che sono passati invece da 1,525 €/kg a 1,540 €/kg, e quelli compresi tra i 144 e i 152 kg che sono passati da 1,495 €/kg a 1,510 €/kg. Deciso anche un rialzo per tutti i suini del circuito non tutelato, con le quotazioni in aumento di 1,3 centesimi. Tutti contenti dunque? No, perché i rappresentanti dei macelli hanno informato che tali quotazioni non verranno considerate nei futuri scambi, che a loro avviso dovrebbero collocarsi a prezzo invariato: «Quello che è successo è molto grave – spiega Stefano Salvarani, presidente della sezione suinicoltori di Confagricoltura Mantova e di Confagricoltura Lombardia – perché non solo i macelli non sono entrati in Cun di proposito, ma anche il loro garante non si è presentato. Così non si può andare avanti, vuol dire non riconoscere più l’autorità della Cun stessa e del Ministero. Questa è un’azione forte che potrebbe avere conseguenze e ripercussioni». C’è poi un altro tema di cui tener conto secondo Salvarani: «I macelli percepiscono i contributi nazionali per la suinicoltura solo se la filiera è completa. Quello che fanno dunque è fingere di lavorare in collaborazione con i produttori per portare a casa i soldi, quando nella realtà denigrano e danneggiano il settore». Quali quotazioni si utilizzeranno dunque? «La Cun è valida – spiega Salvarani – e dovremmo percepire quanto quotato. I macelli però potrebbero mettere i produttori alle strette, proponendo loro un prezzo da “prendere o lasciare”. L’azione di Confagricoltura Mantova è volta a far conoscere come stanno per davvero le cose». Per giovedì prossimo «prevediamo un mercato caldo, con un’intensa partecipazione degli allevatori. Vediamo cosa faranno i macelli».  




C.U.N., Camera di commercio , Confagricoltura Mantova, Suini, suinicoltura, Zootecnia



precedente: L' Agricoltura Mantovana n° 18 del 24 Settembre
successivo: Speciale agricoltura di precisione: le mappe di resa


Internet partner: Omega-Net
[www.omeganet.it]

Art direction by: Fachiro Strategic Design
[www.fachiro.com]