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Mais: campagna 2018 da record
News e comunicati ^
 
13 Settembre 2018


«Il mais è una coltura fondamentale per la nostra provincia e il nostro paese, non possiamo permetterci di abbandonare questa filiera». Il grido di allarme è lanciato dal presidente di Confagricoltura Mantova Matteo Lasagna dopo che l’ufficio tecnico di via Luca Fancelli ha visionato ed elaborato i dati sulla campagna di raccolta del mais: «In generale – prosegue Lasagna – la produzione è stata ottima, a differenza dello scorso anno, a conferma che l’andamento climatico di questi mesi è stato favorevole, nonostante gli inutili allarmismi lanciati da altre organizzazioni. Quello che ancora non ci soddisfa è il prezzo, con il mais proveniente dall’estero pagato ben di più rispetto al nostro. Questo andamento sta scoraggiando i nostri produttori, basti pensare che nella sola provincia di Mantova dal 2013 abbiamo perso circa 10.000 ettari di mais. Un trend da invertire al più presto». I dati produttivi come detto sono ottimi per la campagna 2018. In media i nostri terreni hanno fornito 130-140 quintali per ettaro, con un aumento del 15% rispetto allo scorso anno, quando si fece davvero fatica a raggiungere una produzione soddisfacente. Anche i raccolti precoci, quelli trebbiati ad agosto, hanno fornito rese importanti, attorno ai 100 quintali per ettaro: «Dati molto buoni – spiega Roberto Begnoni, presidente della sezione cerealicola di Confagricoltura Mantova – confermati anche dall’analisi delle granelle, che vede il 90% dei campioni di ottima qualità. Erano anni che non si vedevano questi dati, a conferma di come una primavera fresca e piovosa e un’estate calda, ma nella quale l’acqua non è mancata, siano state favorevolissime per il mais in provincia di Mantova».
 
Ciò che non soddisfa però è il ricavo economico che spetta ai produttori. La Borsa merci di Mantova quota il mais a 179,5 €/t, un dato sì in crescita del 2,9% rispetto allo scorso anno (174,5 €/t), ma ancora troppo basso per un’adeguata remunerazione dei produttori. Il raffronto con il passato infatti è impietoso: nel 2010 il mais era quotato 186 €/t (+6,5 €/t rispetto ad ora), mentre nel 2012 raggiunse addirittura i 266 €/t (86,5 €/t in più rispetto ad oggi, +32,5%): «Il vero problema però – spiega Matteo Lasagna – è il prezzo che arriva dall’estero. Il mais estero comunitario è quotato 188,5 €/t, mentre quello che arriva dai paesi extra Ue, quasi tutto Ogm, tocca addirittura i 194,5 €/t. Come al solito dunque si spendono tante belle parole, poi si preferisce comprare dall’estero mais Ogm (6 milioni le tonnellate importate nel 2017), che in Italia non può essere coltivato». Tutto questo sta portando a un crollo delle superfici, fenomeno ben visibile anche a Mantova, dove si è passati dai 64.365 ettari del 2013 ai 55.600 di quest’anno, con un calo di quasi 10.000 ettari. A livello nazionale invece si è passati dagli 1,2 milioni di ettari del 2003 (record) ai quasi 635.000 dello scorso anno. La reazione dunque deve essere immediata: «Da anni non esiste una strategia ben definita sul mais – aggiunge Lasagna – il trend al ribasso deve essere invertito. Se negli anni ’80 eravamo totalmente autosufficienti a livello nazionale, oggi lo siamo solo per il 60%. Serve un’azione politica decisa per rilanciare questa produzione, strategica per le nostre filiere zootecniche, del latte e della carne, e per il mantenimento delle denominazioni di origine».




Cereali, Confagricoltura Mantova



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