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Aviaria, non si placa l'emergenza
News e comunicati ^
 
02 Marzo 2018


Non accenna a placarsi l’emergenza influenza aviaria in provincia di Mantova. La regione Lombardia infatti ricade, in tutta la sua parte orientale, all’interno delle “regioni ad alto rischio”, con il territorio mantovano di conseguenza incluso nelle “aree ad elevato rischio”. Le ultime ordinanze emesse dal Ministero della Salute sostituiscono le precedenti, in vigore fino al 28 febbraio, e rimarranno valide fino al prossimo 30 aprile, prolungando così il periodo di difficoltà delle aziende avicole.

Al fine di ridurre il rischio di introduzione dei virus influenzali ad alta patogenicità negli allevamenti avicoli dunque, in primis è ancora vietato l’allevamento all’aria aperta del pollame, così come l’utilizzo di acqua proveniente da serbatoi di superficie, cui possono avere accesso i volatili selvatici, per l’abbeveraggio dei capi allevati. Per gli allevatori è vietato poi stoccare i mangimi e le lettiere per il pollame in assenza di protezione da volatili selvatici o da altri animali, e concentrare il pollame e altri volatili in cattività in occasione di mercati, mostre, esposizioni o altri eventi. Per le aziende resta naturalmente in vigore anche l’obbligo di lavaggio e disinfezione degli automezzi destinati al trasporto di animali vivi e di prodotti, prima e dopo ogni viaggio, e di applicazione delle misure di biosicurezza, atte a ridurre al minimo il rischio di infezione. Alle “regioni ad alto rischio” sono state tuttavia concesse alcune deroghe. Ecco allora che l’allevamento di pollame all’aria aperta è permesso, ma solo a patto che i capi allevati siano protetti dal contatto con i volatili selvatici tramite l’utilizzo di reti, tetti o altri mezzi adeguati, per scongiurare il rischio di contagio. Naturalmente il pollame dovrà essere alimentato e abbeverato al chiuso o sotto una tettoia che impedisca l’atterraggio di volatili selvatici.

Misure restrittive anche per quanto riguarda l’accasamento dei tacchini da carne, consentito nelle “regioni ad alto rischio” solo a seguito di valutazione positiva dei requisiti di biosicurezza. Il servizio veterinario dovrà dunque garantire l’invio agli impianti di macellazione dei tacchini (ma anche delle anatre e delle oche) solo dopo che questi abbiano effettuato visita clinica e prelievo per la ricerca dell’antigene virale nelle 96 ore precedenti il primo carico. Per pollastre e selvaggina da ripopolamento invece i controlli dovranno essere effettuati 72 ore prima.     




Avicoli, Confagricoltura Mantova, Influenza aviaria



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