COSTRUIAMO
UN FUTURO
FERTILE



A A A

Leguminose, ecco il piano per il rilancio del comparto
News e comunicati ^
 
20 Febbraio 2018


Da una riunione tenutasi la scorsa settimana al Mipaaf è emersa la volontà ministeriale di sviluppare una strategia per lo sviluppo delle leguminose, inserita in un piano europeo a più ampio raggio. L’idea del ministero è quella di stimolare maggiormente la Commissione Europea, che sta predisponendo un “piano proteine europeo” volto a fornire sostegno per la produzione di proteine vegetali per utilizzo zootecnico. Da Roma dunque è arrivato un documento contenente il programma di sviluppo delle leguminose con, divise in quattro categorie, le soluzioni proposte. Tutto bene? Non proprio, perché il piano dimentica totalmente di menzionare l’aspetto della produzione agricola: «Siamo spiacevolmente stupiti – spiega il presidente di Confagricoltura Mantova Matteo Lasagna – perché il testo non considera affatto il tema della produzione primaria, che è invece ciò dal quale ci sarebbe da partire in un qualsiasi piano di sviluppo del comparto leguminose. Condividiamo gli obiettivi generali espressi dal Mipaaf, ma non possiamo accettare che si diano soltanto informazioni nutrizionali ai consumatori o che vengano espresse posizioni sul tema dell’educazione alimentare, senza che i produttori vengano assolutamente menzionati e, di conseguenza, inseriti nel piano».
 
Nel documento stilato dal ministero infatti vengono enfatizzati gli aspetti nutrizionali delle leguminose, con capitoli dal titolo “Benefici delle leguminose” o “La soia come fonte di proteine”, e quelli legati al suo consumo. Si parla poi anche di “Campagna di informazione presso le scuole” o di “Programmi nazionali finalizzati al miglioramento della produzione e della commercializzazione”: «Questo documento – prosegue Lasagna – sembra sviluppato più dal Ministero della Salute che da quello per l’Agricoltura. Ancora una volta la politica dimostra di avere una visione limitata, dettata dalle più recenti mode alimentari». Il documento offre anche una riflessione sulla redditività della coltura, senza trattare comunque le vere motivazioni che stanno alla base di una scarsa diffusione delle proteine vegetali: «Quasi l’80% della soia italiana arriva dall’estero, e anche a livello europeo c’è un forte deficit, con importazioni di materia prima Ogm». A conferma di questa tendenza ci sono i dati forniti da Ismea, che dicono che in Italia sono 288.000 gli ettari seminati a soia (di cui 20.000 a Mantova), sufficienti per appena un terzo del fabbisogno nazionale. Dal 2015 infatti le importazioni dall’estero, perlopiù da Brasile e Stati Uniti, sono aumentate del 35,3%: «Un piano di sviluppo del comparto dunque – conclude Lasagna – dovrebbe innanzitutto limitare le importazioni, sostenendo la produzione nazionale. Chiediamo dunque un documento che includa la filiera produttiva in ogni suo aspetto, per lo sviluppo della produzione di proteine vegetali a livello agricolo».




Confagricoltura Mantova, Lasagna Matteo Presidente Confagricoltura Mantova, Ministro dell'Agricoltura, Soia, Unione europea



precedente: Prezzi rilevati in Borsa Merci del 22 febbraio 2018
successivo: Il mais Ogm non รจ dannoso per l'uomo


Internet partner: Omega-Net
[www.omeganet.it]

Art direction by: Fachiro Strategic Design
[www.fachiro.com]