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Il mais Ogm non รจ dannoso per l'uomo
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18 Febbraio 2018


Il mais Ogm non è rischioso per la salute dell’uomo. È a questa conclusione, finalmente chiara e comprensibile, che la scuola superiore Sant’Anna e l’Università di Pisa sono giunte al termine del maxi studio condotto sui dati relativi a oltre vent’anni di coltivazioni nel mondo del mais. La ricerca italiana, pubblicata da Scientific Reports, ha finalmente dimostrato scientificamente come l’utilizzo della tecnologia Ogm sul mais non porti ad alcun tipo di rischio né per l’uomo, né per gli animali, né tantomeno per l’ambiente. Sono stati analizzati dati su colture negli Stati Uniti, in Europa, in Sud America, in Asia, in Africa e anche in Australia, a partire dal 1996 fino ad arrivare al 2016. In totale, i ricercatori italiani hanno lavorato su una mole immensa di materiale, confrontando oltre 11mila dati prelevati da circa seimila articoli scientifici.

«E ora – commenta Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova – , di fronte all’evidenza scientifica, sarebbe bello chiedere a chi ha sempre battagliato contro gli Ogm cosa ne pensa. Ribadiamo con sempre maggiore forza che sul tema occorre attenersi ad un approccio laico e aperto, lasciando che la scienza possa fare il suo corso senza ostacoli o compromessi. L’assenza di ricerca ha oltremodo penalizzato le imprese, dal punto di vista produttivo ed economico». E i dati lo confermano. Nel 2017 la superficie coltivata a mais in Italia ha toccato il nuovo record negativo, con una produzione al di sotto dei sei milioni di tonnellate, il dato più basso negli ultimi venticinque anni. Per contro, le importazioni di mais dall’estero hanno toccato percentuali di crescita a doppia cifra, superando i 900 milioni di euro di valore. La tendenza negativa è stata seguita anche in provincia di Mantova, dove le superfici sono passate da 70mila a 55mila ettari: «Siamo di fronte a uno dei più grandi paradossi italiani – prosegue Lasagna - , che ha provocato la diminuzione delle superfici con conseguente aumento delle importazioni di mais Ogm. Quindi una beffa, sia per i produttori che per i consumatori, con un profondo squilibrio della bilancia commerciale, decisamente orientata verso il segno meno».

Dall’analisi effettuata dai ricercatori italiani è emerso che le colture di mais Ogm hanno rese superiori dal 5,6% al 24,5%, combattono più efficacemente gli insetti dannosi per i raccolti e hanno minori percentuali di agenti contaminanti pericolosi, come micotossine (-28,8%) e fumonisine (-30,6%): «Anni e anni di divieti – conclude Lasagna – hanno portato il mercato italiano a non potersi misurare con la concorrenza tramite gli stessi strumenti. Ogni anno le perdite hanno superato i 120 milioni di euro. al nuovo esecutivo dunque chiederemo un approccio alla questione decisamente più rigoroso e scientifico, per una strategia di rilancio del comparto che possa salvaguardare i nostri produttori e salvaguardarne la redditività».  




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