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Frumento, aggregazione e filiere contro la crisi del settore
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15 Dicembre 2017


Da sx: Franco Gobbi, Roberto Begnoni e Herbert Luigi Lavorano
Da sx: Franco Gobbi, Roberto Begnoni e Herbert Luigi Lavorano
Il punto sul mercato attuale del frumento, le innovazioni tecniche da seguire nel prossimo futuro e un primo bilancio sulla filiera “MantoGrano”. Questi gli argomenti affrontati ieri sera nel corso del convegno tecnico “Frumento, scenari di mercato e tecniche agronomiche per la qualità”, andato in scena nella sede di Confagricoltura Mantova. Dopo l'introduzione di Roberto Begnoni, presidente della sezione provinciale cerealicoltori, è stato Herbert Luigi Lavorano, coordinatore dell'Op nazionale Italia Cereali, a illustrare ai presenti l'attuale stato di salute del settore: «Per quanto riguarda il grano duro – ha spiegato – attraversiamo un momento caratterizzato da prezzi bassi, scarsa domanda nazionale e forti importazioni dall'estero, soprattutto da Canada e Kazakistan. Rispetto al 2016 sono state raccolte un milione di tonnellate in meno, siamo arrivati a quota 4,1 milioni, con 100.000 ettari in meno di terreni coltivati a grano duro». Una minor quantità di prodotto dovrebbe portare ad un aumento dei prezzi. Così però non è stato: «Siamo rimasti inchiodati a 22,5 euro al quintale, perchè persistevano ancora scorte dei vecchi raccolti e perchè è stato acquistato un ingente quantitativo di grano dall'estero. Il problema vero è che non esiste un prezzo italiano per il grano duro, dobbiamo rifarci a ciò che viene deciso a livello mondiale. È messa a rischio dunque la nostra sostenibilità economica, dato che in molte zone non si riescono a coprire i costi produttivi». E se il grano duro piange, il tenero di certo non sorride: «Non ci sono state variazioni di mercato rispetto al 2016 – prosegue Lavorano – ma ogni anno perdiamo circa 30-40.000 ettari di superficie produttiva. Il raccolto 2017 ha toccato quota 2,7 milioni di tonnellate, meno della metà del nostro fabbisogno. Va detto che tra Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte siamo pressochè autosufficienti come rese, ma a livello nazionale abbiamo un'offerta insufficiente e poco caratterizzata». Cosa fare dunque? Le soluzioni prospettate da Lavorano sono due: «La costituzione di Op – spiega – , utilissime per la programmazione e l'assistenza alle aziende, e i contratti di filiera, che premiano la qualità e assicurano redditività alle imprese. La via da seguire è quella dell'aggregazione».
 
A suggerire soluzioni per aumentare la produttività e salvaguardare la qualità ci ha pensato Franco Gobbi, agronomo della società Albaverde di Quistello: «È la qualità che differenzia dalla massa – ha detto – e questo va sempre tenuto a mente. L'Italia possiede la più grande industria molitoria al mondo, dobbiamo per forza diversificare. I passaggi da effettuare sono numerosi, a partire dalla rotazione e dalla scelta del seme fino ad arrivare alla raccolta e allo stoccaggio, passando per la semina, la fertilizzazione, la lotta alle infestanti e l'irrigazione, tutte fasi in cui la giusta decisione è fondamentale». Come fare allora per evitare errori? «Un preziosissimo aiuto arriva dai Dss (Decision Support System), sistemi informatici che rielaborano i dati e aiutano gli imprenditori a compiere le giuste scelte in fase di produzione». Altro elemento imprescindibile è il seme certificato, che garantisce qualità e tracciabilità alla coltura: «È conveniente, visto che il costo incide soltanto sul 2% della produzione, garantito, legale, tracciato e frutto delle più avanzate ricerche genetiche. Una risorsa impossibile da non considerare per chi vuole fare del buon grano». Buon grano è quello che arriva dalla filiera “MantoGrano”, che può contare su superfici in crescita del 160% e oltre quaranta panificatori aderenti al progetto: «È la prova che con l'aggregazione si può andare lontano – ha detto Roberto Begnoni – nella prossima campagna di raccolta puntiamo a superare quota 20.000 quintali di grano prodotto, poi trasformato in farina da Molino Magri. Il pane “MantoGrano” è ricco di fibre, di sali minerali, di vitamine e proteine, ed è sinonimo di sicurezza e provenienza certa, caratteristiche indispensabili agli occhi dei consumatori».




Cereali, Confagricoltura Mantova, Frumento



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