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Bilancio annata agraria 2017
News e comunicati ^
 
24 Novembre 2017


È andata ufficialmente in archivio l'annata agricola 2017, caratterizzata da risultati altalenanti: «L'andamento climatico – spiega il presidente di Confagricoltura Mantova Matteo Lasagna – non ha favorito le nostre produzioni, con il mais e la vite che hanno sofferto per le gelate primaverili e per la grande ondata di siccità estiva. Sorprendenti invece i risultati dei cereali autunno-vernini, che hanno portato a un raccolto eccezionale all'interno della nostra provincia. Soia e riso sono andate bene a livello produttivo e qualitativo, ma soffrono per una rapida perdita di appetibilità sui mercati».
 
Per quanto riguarda il mais, la stagione non è stata tra le più positive. Le gelate primaverili e la prolungata siccità estiva hanno colpito le colture, portando a rese inferiori del 10-15% rispetto al 2016. Ma dove i campi non sono stati seguiti in maniera adeguata il calo ha raggiunto anche il 30%. Nelle zone in cui i produttori sono intervenuti più efficacemente, le produzioni si sono attestate sulle 12 tonnellate/ettaro, mentre dove c'era meno acqua non si è andati oltre le 7-8 tonnellate/ettaro. Il maggior numero di irrigazioni ha contribuito ad alzare anche i costi per i produttori, saliti in media del 13% rispetto al 2016. I cereali autunno-vernini invece hanno sorpreso tutti. Le rese hanno raggiunto anche i 70-80 quintali per ettaro, con dati più bassi nei terreni dove le colture sono state seguite meno, con 50-60 quintali per ettaro. A livello qualitativo, il peso specifico (84-85) e la percentuale proteica (13-14%) rendono il raccolto eccezionale, con 18.898 ettari di frumento tenero, 8.051 di frumento duro e 4.300 di orzo. A confermarlo sono le quotazioni economiche, che vedono il grano tenero arrivare fino a quota 176,50 euro alla tonnellata, un +11% rispetto al 2016, e il grano duro fino a 224,50 euro alla tonnellata, un +13% rispetto allo scorso anno. In leggero calo solo l'orzo (peso specifico 63-65), che cala del 4% rispetto al 2016 con 148 euro alla tonnellata. Quadro finale a macchia di leopardo per la vendemmia. Le cantine di Gonzaga e Quistello hanno registrato un calo medio del 20%, con punte anche del 25% in alcuni casi. Gonzaga ha chiuso la raccolta con circa 22.500 quintali (quasi 8.000 quintali in meno rispetto al 2016, con una perdita che si aggira sui 324.000 euro), mentre a Quistello il dato finale è di circa 30.000 quintali, circa 12.000 in meno rispetto alla precedente campagna (perdita di circa 486.000 euro). A sorridere sono invece la cantina di Viadana, che con 6.400 quintali raccolti ha fatto registrare un ottimo +20% sul 2016, e la cantina dei Colli Morenici, che ha raccolto circa 10.000 quintali di uva (+2,5%). Una campagna produttiva decisamente positiva, ma prezzi in caduta libera. È con questa contrapposizione che è partita in provincia di Mantova la campagna risicola 2017, con un’estensione totale di circa 1.260 ettari, suddivisi in 800 ettari di Vialone nano e 450-500 ettari di Carnaroli. A spaventare però i produttori è l’andamento dei mercati, con calo del 36% per il Vialone nano (da 535 a 340 euro/tonnellata) e del 33% per il Carnaroli (da 480 a 320 euro/tonnellata). È in grave pericolo anche la soia mantovana. Nel 2017 infatti in provincia di Mantova sono stati seminati oltre ventimila ettari a soia (il 42% da parte di produttori di Confagricoltura). Di questi, circa 6.500 sono stati piantati in aree a interesse ecologico, e rischiano di sparire in seguito ai nuovi regolamenti comunitari. Buoni i prezzi, in aumento del 10%, anche se le produzioni sono in calo.
 
Veniamo ora al settore zootecnico. Per quanto concerne il lattiero-caseario, in provincia di Mantova quasi tutto il latte prodotto viene trasformato in formaggio, quindi è a quel mercato che si deve fare riferimento. Invariato il Grana Padano (dieci mesi), che sia quest’anno che lo scorso è stato quotato 6,5 euro al chilo. In crescita invece il Parmigiano Reggiano (dodici mesi), che passa dagli 8,75 euro al chilo del 2016 ai 9,5 euro al chilo di quest’anno, facendo registrare un buon +8%. Nel settore dei bovini da carne quotazioni in aumento, con gli incroci francesi che passano dai 2,30 euro al chilo (peso vivo) del 2016 ai 2,53 euro al chilo del 2017, con un +10%. I Charolaise invece crescono, sempre a peso vivo, dell’8,5%, passando da 2,41 euro al chilo lo scorso anno a 2,61 euro al chilo quest’anno. Bene anche i suini, circuito tutelato da Dop. Un anno fa gli animali erano quotati (a peso vivo) 1,580 euro al chilo, mentre quest’anno valgono 1,692 euro al chilo, con un +7% di crescita di valore. Nel mercato avicolo la situazione è al momento in stallo: le restrizioni dovute all’epidemia di influenza aviaria che ha colpito la nostra provincia impedisce di effettuare rilevazioni su prezzi e cambiamenti di valore. «In provincia di Mantova la zootecnia ricopre una fetta fondamentale di mercato – analizza Lasagna – e le quotazioni in crescita sono il giusto premio per gli sforzi messi in campo dai nostri allevatori, da sempre orientati all’innovazione tecnologica e all’assoluto rispetto del benessere animale. Questi sono punti cardine sui quali abbiamo da sempre puntato, e sui quali continueremo a puntare in futuro». 




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