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Bollino antimafia per chi ha contributi superiori ai 5.000 euro
News e comunicati ^
 
21 Novembre 2017


Dal 19 novembre a tutti i possessori di terreni agricoli candidati a finanziamento (sia Pac che Psr) sarà richiesta la certificazione antimafia, in base a quanto prescritto dalla legge 161/2017, il decreto fiscale appena entrato in vigore. Un emendamento presentato dal senatore del Pd Silvio Lai esonera dall’obbligo di esibire tale certificazione tutti i terreni per i quali si chiede un finanziamento con importo inferiore ai 5.000 euro all’anno, ma tale precisazione non avrà effetti benefici all’interno della provincia di Mantova, che nelle stragrande maggioranza dei casi presenta domande per importi superiori a tale cifra: «Nel mantovano – spiega Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova – in media vengono presentate circa settemila domande Pac all’anno e di queste almeno il 65% riguardano importi superiori ai 5.000 euro. il che significa che almeno il 65% delle aziende dovrà procedere con la certificazione antimafia, un’operazione costosa e lunga, sia per i produttori che per i nostri uffici, ma che diverrà obbligatoria per poter accedere ai contributi. Temiamo inoltre che questo obbligo produrrà gravi ritardi nell’erogazione dei pagamenti, in quanto la prefettura farà enorme fatica a smaltire in tempo tutte le richieste di certificazione che verranno presentate». Nuove lungaggini burocratiche all’orizzonte dunque: «Mi chiedo – prosegue Lasagna – dove stia la semplificazione cui da sempre si inneggia. Per tale motivo Confagricoltura si sta impegnando, sia a Roma che sul territorio, per sensibilizzare il mondo politico sulla questione. In particolare stiamo predisponendo emendamenti da presentare al Parlamento, per richiamare il governo su questo tema, che rischia di rappresentare una perdita economica e di tempo importante per tutti i nostri imprenditori».    
 
Fino allo scorso 19 novembre l’obbligo di esibire il bollino antimafia era riservato soltanto alle  grandi aziende, tra le duemila o tremila unità in tutto il paese, a seconda delle stime, e comunque con finanziamenti superiori a 150mila euro l'anno. In base alle nuove misure invece la soglia di tolleranza si abbassa drasticamente. A livello nazionale, su circa un milione di domande Pac presentate, saranno quasi 170.000 quelle incluse nel regime antimafia. In Lombardia, su circa 34.300 pratiche Pac, saranno 11.183 (il 32%) quelle che prevedranno l’obbligo di certificazione. La nuova legge infatti è retroattiva, e riguarda anche le domande presentate quest’anno. Le aziende dunque, secondo quanto detto dal governo, avranno tempo fino al 30 novembre (una decina di giorni in tutto) per mettersi in regola con le certificazioni: «In così poco tempo è assolutamente impossibile adempiere a tutti gli obblighi burocratici – dice ancora Lasagna – le prefetture impiegavano mesi già solo per evadere le richieste previste finora dalla legge, figuriamoci ora che verranno prese d’assalto da migliaia di aziende agricole. Chiediamo al governo di rivedere del tutto questa norma».




Confagricoltura Mantova, Lasagna Matteo Presidente Confagricoltura Mantova, Semplificazione amministrativa



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