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Aviaria, al via la conta per i danni indiretti
News e comunicati ^
 
07 Novembre 2017


In questo 2017 l’influenza aviaria ha presentato un conto decisamente salato agli allevatori mantovani. Il calcolo dei danni diretti ammonta, finora, a circa 10 milioni di euro. Sono stati infatti oltre 1,2 milioni i capi abbattuti finora, con più di 4,5 milioni di chilogrammi (tra animali e uova) di materiale andato irrimediabilmente perduto. A queste cifre andranno poi aggiunti i danni indiretti, quelli cioè derivanti ad esempio dalla chiusura degli allevamenti trovatisi nel mezzo delle zone di protezione e sorveglianza per il patogeno H5N8. Presso la direzione generale sanità di Regione Lombardia è andata in scena una riunione finalizzata ad analizzare lo stato dell’emergenza aviaria in regione, al termine della quale è stato annunciato finalmente il via alla rilevazione dei danni indiretti. La prima fase prevede la raccolta dei dati, tramite apposito modulo che potrà compilare chi ha subito danni nel periodo compreso tra il 1° aprile del 2016 e il 30 settembre di quest’anno. Tale operazione, che precederà la presentazione delle vere e proprie domande di indennizzo, sarà gestita da Assoavi e Unitalia, che invieranno il modulo da compilare a tutti i loro soccidari: «Invito tutti i nostri allevatori potenzialmente interessati – dice il presidente di Confagricoltura Mantova Matteo Lasagna – a verificare che il modulo per la richiesta dei danni indiretti venga correttamente inviato da parte dei soggetti soccidanti. Nel prossimo futuro temo che dovremo imparare a convivere con l’influenza aviaria, lavorando per migliorare sempre di più le misure di biosicurezza nelle nostre aziende».

Ad oggi in tutta la Lombardia sono stati emessi provvedimenti di abbattimento per 1.519.480 capi, con un indennizzo calcolato di poco inferiore ai 15 milioni di euro. Fondamentale è la tempestività negli abbattimenti, in quanto l’istituzione delle zone di protezione e sorveglianza molto spesso tende se non a bloccare quantomeno a rallentare fortemente la possibilità di invio dei capi ai macelli. Istituendo squadre regionali per l’abbattimento dei capi positivi (operazione finora condotta da personale proveniente da fuori regione) potrebbe evitare che capi negativi diventino positivi proprio perché bloccati negli allevamenti. Regione Lombardia ha poi comunicato che intende procedere con provvedimenti di fermo per gli allevamenti di tacchini (ultimo caso di positività in provincia di Mantova) per almeno un ciclo, vale a dire circa sei mesi, in quelle situazioni in cui l’accasamento rischia di portare all’insorgenza di nuovi focolai di aviaria: «Al tavolo in Regione – prosegue Lasagna – abbiamo chiesto la massima tempestività nel depopolamento dei capi allevati nelle zone di protezione, al fine di creare un vero e proprio cordone sanitario, e una serie di misure che portino ad una progressiva eliminazione degli allevamenti considerati obsoleti, dove cioè è più facile che si sviluppino epidemie».




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