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Glifosate, il voto slitta al 9 novembre
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03 Novembre 2017


La Commissione Europea ancora una volta rimanda qualsiasi tipo di votazione in merito al rinnovo dell’autorizzazione per l’utilizzo del glifosate. Il voto dello scorso 25 ottobre infatti si è risolto con un nulla di fatto, dato che le delegazioni dei diversi stati membri non sono riuscite ad accordarsi sulla questione e dunque non si è arrivati alla maggioranza qualificata necessaria. La prossima votazione è fissata per il 9 novembre, e la Commissione proporrà che la durata della prossima licenza Ue per l’erbicida, prima della sua totale eliminazione, sia limitata a 5 anni, e non a 7 o a 10 come avevano chiesto diversi paesi: «Decisione che ci vede contrari – spiega Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova – cinque anni sono troppo pochi per trovare alternative efficaci al glifosate, ma questo i commissari europei non riescono a comprenderlo. In questo voto la scienza deve prevalere. Le istituzioni devono smetterla di dare ascolto soltanto alle associazioni ambientaliste, facendo prevalere su razionalità e oggettività concetti come populismo e demagogia».

In attesa del voto dei Ventotto, ad esprimersi è stato il Parlamento Europeo, che con 355 voti favorevoli, 204 contrari e 111 astensioni si è detto a favore dell’eliminazione totale del glifosate entro il 15 dicembre del 2022. La risoluzione (che, va ricordato, non è vincolante) mette addirittura in dubbio la credibilità di alcuni studi realizzati dalla Ue ai fini della valutazione della sicurezza del prodotto: «Sia l'Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) che l'Echa (Agenzia europea per le sostanze chimiche) – replica Lasagna – ci hanno fornito solide prove scientifiche a sostegno della completa riautorizzazione del glifosate. Se non dovesse prevalere questa linea, le aziende agricole si troverebbero costrette a utilizzare altre sostanze chimiche per combattere gli agenti infestanti, sostanze ben più inquinanti da spandersi in dosi decisamente maggiori. Senza contare che impedirne l'utilizzo vorrebbe dire favorire i paesi terzi che esportano verso l'Ue, dato che per loro il glifosate resterebbe a completa disposizione».

Contrariamente a quanto si dice a livello mediatico infatti, il glifosate è un prodotto pienamente sostenibile, che non lascia residui fitosanitari e viene utilizzato nell'agricoltura conservativa. Il suo utilizzo è fondamentale per la prevenzione dell'erosione del suolo, per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e per portare a zero la lavorazione del suolo stesso, onde aumentarne la materia organica. È importante ricordare come, nel Programma regionale fitofarmaci, sia già prevista un progressiva riduzione dell'utilizzo del glifosate. Nel 2016 era ammesso l'utilizzo della sostanza al massimo sull'80% della Sau (superficie agricola utilizzata) aziendale, quest'anno il limite era portato al 70% mentre per il 2018 è già stato comunicato che scenderà ulteriormente, fino al 50%.




Confagricoltura Mantova, Glifosate, Unione europea



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