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Aviaria: incontro per allevatori mercoledì 11 ottobre alle 15.30
News e comunicati ^
 
06 Ottobre 2017


Le ultime vicende legate ai focolai di influenza aviaria e ai conseguenti provvedimenti di restrizione determinati dalle autorità sanitarie hanno portato alla ribalta un’esigenza forte da parte degli allevatori, quella cioè di applicare in maniera metodica le misure legate alla biosicurezza. E, allo scopo di approfondire tali tematiche e di fornire una panoramica sull’emergenza legata alla patologia, Confagricoltura Mantova ha organizzato un incontro destinato a tutti gli operatori del settore avicolo, in programma mercoledì 11 ottobre alle ore 15.30, nella sede di via Luca Fancelli 4. Come relatore sarà presente il dottor Vincenzo Traldi, dell’Ats Val Padana, che risponderà a tutte le domande e a tutti i dubbi degli allevatori presenti in sala: «È prioritario non abbassare la guardia di fronte all’influenza aviaria – spiega il presidente di Confagricoltura Mantova Matteo Lasagna – un’emergenza che non possiamo ancora dichiarare conclusa e che ciclicamente torna a colpire i nostri allevamenti. Nell’annata 2017, finora, sono stati quasi 800mila i capi abbattuti in provincia di Mantova».

I numeri, forniti dall’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, invitano infatti a tenere la soglia di allerta ancora alta. Al 2 ottobre di quest’anno infatti sono stati undici gli allevamenti mantovani nei quali sono stati individuati focolai di aviaria. Otto di questi erano allevamenti di tacchini da carne e due di galline ovaiole, oltre a un allevamento rurale di anatre. In totale sono stati abbattuti 784.236 capi, tra i quali spiccano le 479.596 galline ovaiole abbattute nel mese di luglio. Ma le ordinanze di abbattimento dei volatili hanno riguardato anche Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Friuli Venezia Giulia: «Nel recente tavolo ministeriale tenutosi a Roma sull’argomento – prosegue Lasagna – Confagricoltura ha chiesto espressamente sia un immediato risarcimento dei danni diretti, quelli dovuti dagli animali abbattuti, che il pagamento di quelli indiretti, legati alla chiusura degli allevamenti per le restrizioni ministeriali nel periodo compreso tra il primo ottobre del 2016 e il 30 settembre di quest’anno. I fondi per questi ultimi dovrebbero provenire per il 50% dalle risorse comunitarie e per il restante 50% da risorse ministeriali». Se l’Unione Europea accetterà questa richiesta dunque, sarà possibile risarcire anche i danni indiretti subiti dagli allevatori.  
 
 




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