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Riso: produzione 2017 di ottima qualità. Ma è allarme sui mercati
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06 Ottobre 2017


Una campagna produttiva decisamente positiva, ma una risposta da parte dei mercati che sta mettendo in grossa difficoltà i produttori nazionali. È con questa contrapposizione che è partita in provincia di Mantova la campagna risicola 2017, con un’estensione totale di circa 1.260 ettari, suddivisi in 800 ettari di Vialone nano e 450-500 ettari di Carnaroli. Per avere un quadro complessivo servirà attendere ancora qualche settimana, ma è già possibile avere qualche anticipazione: «La campagna è appena partita – spiega Carlo Petrobelli, presidente della sezione risicola provinciale di Confagricoltura Mantova – ma i primi dati paiono positivi. Quest’anno non abbiamo avuto problemi legati alle malattie fungine, e chi ha iniziato a raccogliere sembra soddisfatto della qualità del riso. Ci auguriamo ora che si risolva la questione legata all’etichettatura al consumo, al momento in alto mare visto che sarà operativa soltanto dal prossimo mese di febbraio. Per le produzioni nazionali al momento è ancora impossibile utilizzare la definizione “riso italiano”, rendendo difficile dunque far capire al consumatore che tipo di prodotto sta acquistando». Le tipologie di riso prodotte in Italia (e in provincia di Mantova) infatti nulla hanno a che vedere con quelle che arrivano dal di là dei confini nazionali: «Dobbiamo svincolare assolutamente le nostre materie prime da quelle importate – ammonisce il presidente di Confagricoltura Mantova Matteo Lasagna – il nostro riso ha caratteristiche di salubrità uniche ed è tutelato da norme comunitarie che ne garantiscono la sicurezza agli occhi dei consumatori».

A spaventare però i produttori è l’andamento dei mercati, che per il riso si conferma in picchiata verticale: «Non si pagano più i dazi sulla materia prima e sui sottoprodotti – prosegue Petrobelli – e in Italia arriva riso già lavorato, proveniente da paesi esteri, a prezzi disastrosi, che non ci consentono di sopravvivere. Qui ci sono costi di produzione altissimi, mentre in altri paesi arrivano ad avere anche due raccolti all’anno. L’unica soluzione, a nostro avviso, è il ripristino dei dazi doganali, per far ripartire anche le esportazioni, visto che i nostri produttori non lavorano soltanto con il mercato nazionale». Un’altra problematica notevole è rappresentata dalle nuove norme comunitarie sull’utilizzo dei fitofarmaci: «L’Unione Europea – spiega Petrobelli – ci ha tolto la possibilità di utilizzare prodotti diffusi fino allo scorso anno, come il Beam (usato nella lotta al brusone), la cui licenza di utilizzo non è stata rinnovata. Hanno motivato questa scelta con la volontà di ridurre i residui fitosanitari nel prodotto finito, ma se usati ammodo questi prodotti non hanno mai dato problemi. Altri paesi li usano senza difficoltà, con notevoli vantaggi produttivi».




Confagricoltura Mantova, Riso Vialone Nano



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