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Uova al Fipronil: Confagricoltura aderisce al protocollo per l'autocontrollo
News e comunicati ^
 
06 Ottobre 2017


La questione delle uova contaminate con Fipronil continua a tenere banco e Confagricoltura corre ai ripari. Pochi giorni fa, al Ministero della salute, è stato firmato, in accordo con altre dieci associazioni di categoria che rappresentano la filiera, il protocollo d’intesa “per l’adozione di un piano di autocontrollo rafforzato negli allevamenti per la verifica della presenza di Fipronil e di altre sostanze vietate nelle uova”. Il protocollo, sul quale si sono espressi favorevolmente anche i ministeri dell’agricoltura e dello sviluppo economico, prevede l’esecuzione in autocontrollo, una prima volta al massimo entro il 15 ottobre e poi con cadenza regolare, di esami di laboratorio miranti ad escludere la contaminazione delle uova con l’antiparassitario Fipronil. Nelle analisi andrà verificata anche la mancata contaminazione da Amitraz, un altro prodotto utilizzato per contrastare i parassiti: «Si tratta di una novità importante – spiega Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova – come organizzazione ci impegneremo affinchè tutte le nostre aziende eseguano le verifiche necessarie per scongiurare contaminazione da Fipronil e Amitraz. Questo processo di autocontrollo comporterà nuovi oneri per le aziende, è vero, ma testimonia l’impegno in prima persona che Confagricoltura mette in campo per la sicurezza alimentare e la serietà del nostro sistema allevatoriale. A fare le spese di questa ondata di ingiustificato allarmismo sono stati i nostri allevatori, che rischiano di essere identificati come colpevoli quando invece sono soltanto vittime di produttori senza scrupoli provenienti da oltre confine. Le uova che provengono dai nostri allevamenti sono tra le più controllate al mondo e vengono prodotte secondo i più scrupolosi disciplinari». Il protocollo resterà in vigore per i prossimi due anni, fino all’11 settembre del 2019, con possibilità per le parti coinvolte di modificarne i contenuti, il campo di applicazione e la durata in base ai risultati delle procedure di autocontrollo.
 
Si è tenuta pochi giorni fa a Milano intanto la riunione del tavolo interregionale della filiera avicola, convocata dall’assessorato all’agricoltura della regione Lombardia. Assieme a Veneto ed Emilia Romagna è stato fatto il punto soprattutto sulla gestione della diffusione dell’influenza aviaria e sulle misure a tutela del comparto. Tutte le parti hanno innanzitutto chiesto misure finalizzate a indennizzare completamente i danni subiti dagli operatori, a migliorare il sistema delle assicurazioni agevolate, a gestire in maniera appropriata le specie selvatiche (ritenute responsabili della diffusione della patologia) e a capire come invertire la negativa congiuntura dei mercati, con la corsa al ribasso dei prezzi dovuta a manovre ritenute sleali da parte della grande distribuzione. Confagricoltura, dal canto suo, ha aggiunto diverse cose alle considerazioni già espresse al tavolo. È stato posto l’accento sull’assoluta necessità di indennizzare i danni diretti, ma anche quelli indiretti, sull’opportunità di prevedere altre misure finanziarie, anche concernenti gli impegni di pagamento fiscali, previdenziali, relativi al credito e agli strumenti finanziari, sulla differenziazione tra allevamenti professionali e rurali e sull’opportunità di valutare, in partnership con le autorità veterinarie, una revisione delle regole talvolta troppo rigide per fronteggiare la diffusione dell’influenza aviaria.




Confagricoltura Mantova, Galline Ovaiole, Lasagna Matteo Presidente Confagricoltura Mantova, Unione europea



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