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Riso: Confagricoltura chiede misure straordinarie al governo
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27 Settembre 2017


Continuano a destare preoccupazioni le condizioni in cui versa il settore della risicoltura. Come evidenziato da un recente passaggio alla Camera dei deputati, è stato assodato che l’introduzione in via sperimentale (per due anni) dell’obbligo di indicazione dell’origine del riso, che ricalca quella già in vigore per i prodotti lattiero-caseari, pur essendo un’azione positiva non è assolutamente sufficiente a sostenere e salvaguardare il comparto: «La risicoltura è interessato da condizioni di estrema difficoltà – spiega Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova – e lo strumento dell’indicazione di origine del riso non è sufficiente di per sé per migliorare le cose, in quanto utile soltanto nel medio/lungo termine. Nell’immediato invece appare come soluzione inefficace e non in grado di garantire i risultati che invece auspichiamo arrivino quanto prima». Confagricoltura dunque corre ai ripari, proponendo come unica soluzione l’attivazione delle clausole di salvaguardia, ritenuta la sola misura in grado di invertire realmente la tendenza negativa del settore riso. Il tempo però stringe e il settore non può permettersi di far trascorrere altro tempo.

Confagricoltura ha individuato allora due tipologie di intervento, la prima delle quali consiste nel ristabilire quanto prima una situazione di equilibrio nei mercati, ponendo fine a questa situazione di profonda depressione. Come? «Occorrono misure di sostegno contro i danni economici subiti – prosegue Lasagna – che prendano come modello le azioni che sono state istituite a livello comunitario nei tre settori più colpiti dalla crisi tra il 2015 e il 2016, vale a dire il latte bovino, i suini e l’ortofrutta». La seconda tipologia di misura consiste invece nel porre in essere le condizioni affinchè il settore possa essere salvaguardato dalla grande instabilità dei mercati internazionali: «È necessario agire sull’organizzazione comune di mercato e successivamente sulla politica di sviluppo rurale e sul governo dei rapporti nella filiera». L’Italia rappresenta il maggior produttore di riso con 234mila ettari coltivati, oltre quattromila aziende e un centinaio di industrie risiere, che producono un fatturato annuo di un miliardo di euro. In provincia di Mantova sono in totale circa 1.262 gli ettari coltivati a riso. Di questi, 862 (vale a dire il 68% del totale) sono di proprietà di aziende socie di Confagricoltura.    




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