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Carne bovina, nasce l'Organizzazione interprofessionale
News e comunicati ^
 
16 Giugno 2017


Che il settore della carne bovina stia attraversando un momento di crisi è cosa nota a tutti, dimostrata ulteriormente da un crollo di consumi pro capite del 30% negli ultimi dieci anni a livello nazionale, a causa di campagne mediatiche che hanno alimentato vere e proprie mode anti carne. Ecco allora che Confagricoltura, assieme a Cia, Uniceb e Assocarni, è passata al contrattacco e questa mattina a Roma ha costituito ufficialmente l’Organizzazione Interprofessionale della carne bovina italiana. L’obiettivo? Delineare una strategia nazionale condivisa, facilitare le relazioni economiche tra i diversi attori della filiera, favorire la creazione di valore e la sua equa distribuzione, svolgere azioni di trasparenza sui mercati e promuovere i consumi interni ed esterni: «Come settore – ha detto Elide Stancari, presidente nazionale e provinciale della federazione di prodotto allevamenti bovini di Confagricoltura – abbiamo attraversato momenti di grande crisi, uno dei quali era rappresentato dall’immissione sui mercati di carne estera a basso costo. La produzione ne ha risentito nettamente, vi era perciò la necessità di affrontare queste problematiche, sedersi attorno a un tavolo e ragionare assieme su cosa fare. Puntiamo sicuramente molto sulla ricerca, per fornire ai consumatori ciò che cercano. Lo scopo dell’Oi è quello di lavorare in maniera compatta, per presentare politiche di settore unitarie».

Politiche delle quali la provincia di Mantova ha bisogno, nonostante sia sempre la prima provincia lombarda come produzione di carne bovina. Il numero di allevamenti però è in forte calo, ed è passato dai 2.900 del 2000, con un totale di 340mila capi, ai meno di 700 di oggi, con una mandria che non supera i 250mila capi. La percentuale di aziende chiuse ha toccato il 76%: «La nostra provincia è toccata in pieno dal momento di crisi del settore – prosegue la Stancari – ed ecco che la creazione di questo tavolo interprofessionale non potrà che giovare al comparto. Ci tengo a sottolineare che il tavolo è aperto a tutti, ed è importante che tutte le associazioni vi prendano parte. Le organizzazioni agricole agiscono in nome dei produttori, è fondamentale che attorno al tavolo appena creati vi siano tutte». In calo anche le quotazioni. Secondo i dati forniti dalla Borsa merci di Mantova, all’8 di giugno un vitellone da macello Charolaise tra i 380 e i 420 chili era quotato (a peso morto) tra i 4,010 e i 4,090 euro al chilo, contro i 4,250/4,330 di marzo e i 4,100/4,180 di inizio anno. In leggero calo anche la scottona da macello razza Limousine dai 301 chilogrammi in su, che è passata dai 4,570/4,630 euro al chilo di fine febbraio ai 4,550/4,610 euro al chilo attuali. Per un comparto che, a livello nazionale, ricopre oltre un terzo dei 10 miliardi di euro di fatturato complessivo del settore e dà lavoro a più di 80mila addetti è giunto il momento di scendere in campo con forza, per non perdere quella che potrebbe essere una partita decisiva per il suo futuro.
 




Carne bovina, Confagricoltura Mantova, Stancari Elide



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