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A Viadana parte il business dei funghi
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06 Giugno 2017


Marcella Sassi con alcuni dei funghi coltivati a Corte Pennona
Marcella Sassi con alcuni dei funghi coltivati a Corte Pennona
Nel mezzo della campagna viadanese, più precisamente in località Casaletto, c’è un’azienda che si distingue per una produzione davvero speciale, i funghi. È questa la particolarità dell’azienda agricola Pennona, che Rosolino Bonazzi, assieme alla moglie Marcella Sassi, ha fatto partire da pochi mesi, ma con progetti di sviluppo davvero interessanti: «Il nome dell’azienda – spiega Marcella Sassi – deriva dal fatto che, in passato, aveva la forma della vela di una nave, e ricordava il pennone, l’asta alla quale erano ancorate le vele. La corte risale al 1.700 circa, poi con le varie eredità è stata divisa e oggi abbiamo circa due ettari di terra». Proprio la ridotta estensione territoriale ha fatto venire a Marcella e a suo marito un’idea innovativa: «Ci serviva qualcosa che consumasse poco terreno, e il fungo sotto questo punto di vista è una coltura non complicata, che richiede poca terra». Ecco allora che nello scorso mese di marzo è partita questa avventura, con la creazione della prima fungaia: «Al momento coltiviamo soltanto una varietà, il Pleurotus ostreatus, quello che nel mantovano è conosciuto più comunemente come “bortolana”, ma in futuro ci allargheremo e inizieremo a coltivare anche lo champignon. Per le varietà pioppino e cardoncello invece servirebbe un’estensione territoriale maggiore».

Ma come vengono coltivati i funghi? All’azienda agricola Pennona ad oggi sono presenti 360 balle di paglia, sulle quali crescono direttamente i Pleurotus. Ogni balletta, dal peso di 23 chilogrammi circa, garantisce una produzione di 6-7 chili di funghi, con un ciclo produttivo che dura tre mesi. In un anno dunque, considerando che a luglio e agosto, causa caldo, la produzione resta ferma, si riescono a realizzare almeno tre cicli produttivi: «È importante infatti che la temperatura esterna non superi i 24-25 gradi centigradi, mentre quella interna è tenuta sotto controllo con termometri a sonda. Se all’interno della fungaia dovessero essere superati i 35 gradi, il fungo morirebbe. Una volta partita la produzione poi, bisogna anche monitorare attentamente l’anidride carbonica emessa. Una volta terminato un ciclo produttivo, prima di dare il via a quello successivo è necessario vuotare la fungaia e disinfettarla». I funghi prodotti a corte Pennona possono dirsi del tutto naturali, visto che la loro coltivazione non prevede l’utilizzo di sostanze chimiche.

E per il futuro i piani sono ambiziosi: «Siamo solo nella fase iniziale della nostra avventura, ma vorremmo realizzare almeno altre due fungaie, con spazio anche per più di trecento balle di paglia per i funghi champignon, che crescono tutto l’anno. A pieno regime l’azienda dovrebbe fornirci qualche quintale di prodotto alla settimana». A livello economico le rese sono discrete: «Noi vendiamo i nostri prodotti direttamente a piccoli mercati, ma ci appoggiamo anche al centro agroalimentare di Parma e ad altre realtà mantovane. Dipende dal canale, ma il Pleurotus viene venduto sopra i due euro, al massimo 2,50 euro al chilo, mentre lo champignon è quotato circa 1,50-1,60 euro al chilo. Per il prodotto in eccedenza poi ci stiamo attrezzando con un piccolo essicatore, in modo da confezionare funghi secchi e venderli in barattolo o in busta».  




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