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Ritirato l'emendamento sui consorzi agrari
News e comunicati ^
 
29 Maggio 2017


«La notizia del ritiro dell’emendamento ci rende particolarmente soddisfatti, a conferma di come i nostri appelli siano stati ascoltati dal governo. Ringrazio tutti i parlamentari che hanno raccolto le nostre richieste, e si sono impegnati per metterle in atto». Così Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova e vicepresidente nazionale, ha commentato la decisione presa ieri pomeriggio dalla Camera di ritirare l’emendamento 3.53 inserito nella mini-manovra del decreto legge 50/2017, che prevedeva l’istituzione di un fondo da 40 milioni di euro, ma innalzabile a 150 milioni, presso Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agroalimentare. Tale stanziamento sarebbe dovuto servire ai consorzi agrari per saldare le pendenze accumulate negli anni nei confronti delle banche. Confagricoltura, assieme a Cia, si era detta assolutamente contraria alla manovra: «Abbiamo chiesto che l’emendamento venisse ritirato o respinto – spiega Lasagna – il sistema dei consorzi agrari ha un costo a carico della collettività esorbitante ed è assurdo che ci si ostini a mantenerlo in vita, con soldi pubblici, a venticinque anni di distanza dal commissariamento e dalla liquidazione di Federconsorzi». Quest’ultimo organismo infatti fu travolto dagli scandali per una gestione delle risorse assolutamente irresponsabile, e per rapporti spesso poco limpidi con il mondo della politica.
 
«Va posta fine alla gestione separata senza ulteriori escamotage e sperpero di risorse – prosegue Lasagna – i consorzi che sono in grado di stare in piedi ci restino con le proprie forze, senza utilizzare fondi pubblici. È decisamente privo di senso che un’ingente quantità di denaro venga destinata a un ridottissimo numero di consorzi, quando c’è un sistema imprenditoriale e associativo che è utile quotidianamente all’agricoltura e che andrebbe sostenuto ben di più». Questo è ciò che Confagricoltura ha chiesto al Parlamento dunque, ricevendo risposta affermativa: «Il settore primario – dice ancora Lasagna – ha ben altre priorità, specialmente in un momento come questo in cui i mercati non rispondono alle logiche dei nostri imprenditori. I comparti del riso, dei cereali, dell’ortofrutta e la zootecnia in generale stanno vivendo situazioni non facili, e a mio avviso è a loro che andrebbero destinate risorse, non a organismi che hanno già dimostrato di essere totalmente inutili, se non dannosi. Senza dimenticare i terremotati del Centro Italia, gente che da mesi sta lottando con tutte le proprie forze, e che avrebbe un disperato bisogno di aiuti».  
 




Confagricoltura Mantova, Lasagna Matteo Presidente Confagricoltura Mantova



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