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Confagricoltura Mantova in assemblea provinciale al MaMu
News e comunicati ^
 
07 Aprile 2017


«Sempre più si parla di agricoltura e di alimentare, ma quasi mai come fonte di cibo e di benessere per tutti, bensì come fonte di inquinamento ambientale e di cattivo sfruttamento delle risorse naturali ed animali. Ma davvero noi agricoltori stiamo inquinando il pianeta?». Con questo interrogativo il presidente Matteo Lasagna ha aperto i lavori dell’assemblea provinciale di Confagricoltura Mantova, dal titolo “Coltiviamo conoscenza”, andata in scena questa mattina al Mantova Multicentre. Ottima la risposta da parte del pubblico e numerosi gli ospiti presenti, a partire dal nuovo presidente nazionale Massimiliano Giansanti, dal presidente uscente Mario Guidi, che è stato insignito del premio “L’agricoltura mantovana” per l’impegno profuso nei suoi sei anni di mandato, dall’assessore regionale all’agricoltura Gianni Fava e da coloro che hanno presentato il prossimo “Food&Science Festival” (in programma a Mantova dal 5 al 7 maggio), vale a dire la giornalista scientifica Beatrice Mautino e il direttore de “Le Scienze” Marco Cattaneo.

«Noi agricoltori – ha proseguito Lasagna – vogliamo riappropriarci di quella visione positiva, di quei valori che da sempre rappresentiamo, ma che agli occhi di molti si stanno via via perdendo». E dati preziosi per capire quanto sia variegata l’attività agricola in provincia di Mantova sono stati esposti nel video sul sistema agroalimentare mantovano, che ha chiuso il suo 2016 con una plv (produzione lorda vendibile) di 1.181.600.000 euro, in crescita rispetto al 2015, quando si chiuse a 1.158.400.000 euro. Positiva anche la chiusura di bilancio 2016 per Confagricoltura Mantova, con un attivo di circa 40mila euro. L’assessore regionale Fava ha poi snocciolato alcune delle questioni più importanti per il settore primario: «L’anno scorso, di questi tempi – ha detto Fava – ci trovavamo in questa assemblea con una situazione assai diversa. Siamo usciti dalla crisi grazie a scelte condivise e a scelte politiche ben precise, ma attenzione ad abbassare la guardia. Non siamo al sicuro, ma i dati ci dicono che la situazione è cambiata. La Lombardia ha triplicato le risorse per le imprese, e la provincia di Mantova nel 2016 ha intercettato il 38% dei finanziamenti disponibili. Posso dire senza timore di smentita che questa è la provincia dove si fanno più investimenti per l’agricoltura».

E Mantova sarà la città dove, dal 5 al 7 maggio, si terrà la prima edizione del “Food&Science Festival”, un’esperienza «che vogliamo – ha detto Lasagna – diventi punto di riferimento nazionale per il corretto modo di intendere l’agricoltura, l’agroalimentare e il suo progresso». «Il vero “Made in Italy” è fatto di ricerca e scienza – hanno detto Beatrice Mautino e Marco Cattaneo – ma la sfida per i prossimi anni, a livello globale, è quella di nutrire il pianeta. Ci riusciremo? Sì, ma a determinate condizioni. Oggi due quinti delle terre emerse sono usate per produrre cibo, ed esiste dunque un impatto ambientale da parte dell’agricoltura. Ma chi la fa non deve assolutamente sentirsi colpevole di qualcosa, perché è grazie agli agricoltori se il numero di chi fa la fame negli ultimi quarant’anni è sceso da 1,4 miliardi a 800 milioni di persone».

La chiusura dei lavori dell’assemblea provinciale è stata affidata al neoeletto presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti: «Se sette miliardi di persone ogni giorno mangiano – ha spiegato – vuol dire che c’è qualcuno che produce cibo per loro. Quel qualcuno siamo noi, e serve capire definitivamente chi siamo e cosa facciamo. Noi siamo veri imprenditori, che non diranno mai no all’innovazione e che si batteranno sempre per il progresso. Saremo sempre dalla parte di coloro che alla tradizionale zappa preferiscono utilizzare la mietitrebbia». Ma per fare tutto ciò serve un aiuto concreto da parte dello Stato e dell’Europa: «Dobbiamo far sì che le aziende agricole tornino a fare reddito. Una crescita annuale dello 0,8% non è sufficiente per questo, senza contare che in Italia abbiamo un cuneo fiscale del 10% più alto rispetto al resto dell’Europa. Il problema dunque non sono i prezzi ai quali viene venduta la merce, ma i costi di produzione della merce stessa, insostenibili per i produttori. Confagricoltura è in prima linea per questa partita, perché i suoi soci di maggioranza sono gli agricoltori, e per loro dobbiamo agire ogni giorno».




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