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Zootecnia, in arrivo 40 milioni di euro di aiuti
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20 Febbraio 2017


Un allevamento di maiali
Un allevamento di maiali
«È certamente positiva l’attenzione che viene data al settore zootecnico, che sta tentando di uscire da una crisi lunga e diffusa, ma ritengo che alcune misure siano troppo limitate geograficamente e troppo legate alle aziende di piccole dimensioni, mentre il momento difficile è vissuto da tutte quelle del comparto». Parole del presidente di Confagricoltura Mantova Matteo Lasagna dopo la pubblicazione ufficiale del regolamento comunitario sugli aiuti eccezionali al settore zootecnico e lattiero-caseario. La Commissione Europea ha stanziato 20.942.300 euro, per un’ulteriore riduzione di produzione, incentivi ai piccoli agricoltori, applicazione di metodi di produzione estensiva, progetti di cooperazione e molto altro. A questi fondi si sono poi aggiunti altri 20.942.300 euro stanziati da parte del Ministero per le politiche agricole, che portano dunque la somma totale a disposizione del nostro paese a 41.884.600 euro.

Sono previste innanzitutto tre misure valide per tutto il territorio nazionale. La prima riguarda gli allevamenti di bovini da latte in zone montane, con un fondo complessivo di 14 milioni di euro. La seconda concerne invece gli allevamenti ovicaprini, con un pacchetto totale da 6 milioni di euro, mentre la terza toccherà gli allevamenti suinicoli da riproduzione, con 8.384.600 euro a disposizione. Quest’ultima è la sola misura che riguarda il nostro territorio, con un premio massimo di 45 euro per ogni scrofa (che terminerà la lattazione nel periodo compreso tra il 1° marzo e il 30 giugno 2017). Per gli allevamenti con meno di mille scrofe è previsto un premio maggiorato del 25%. I fondi che arriveranno nella nostra provincia però saranno soltanto una minima parte dato che, secondo i dati forniti dal Crefis, nel 2016 le scrofe mantovane erano circa 47mila, con un contributo totale che ammonterà dunque a 2.115.000 euro: «Un po’ poco – spiega Lasagna – per una provincia a vocazione zootecnica come la nostra. In tutta sincerità mi sarei aspettato che il peso degli aiuti sul nostro territorio fosse maggiore». Vi sono poi altre tre misure (importo complessivo 13.500.000 euro) riservate soltanto alle zone terremotate.

«Accogliamo con favore la notizia di questi stanziamenti – dice ancora Lasagna – ma ci sono alcune cose che non vanno. Sono misure che sarebbero dovute uscire già mesi fa, ma è mancato un confronto efficace con le organizzazioni. Mi stupisce poi che non sia stato toccato un comparto importante come quello della carne bovina, se non nelle zone interessate dal sisma, visto che soltanto nella nostra provincia gli allevamenti da carne sono passati dai 2.900 del 2000 ai meno di 700 dello scorso anno. Lo stesso vale per il latte, con misure concentrate quasi esclusivamente sulle zone di montagna. Vi è poi la questione del sostegno quasi univoco alle aziende di piccole dimensione. Perché limitare gli aiuti a loro quando è tutto il settore a vivere un momento di sofferenza?».




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