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Nasce il Consorzio di garanzia del suino italiano
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10 Febbraio 2017


Per la tutela del suino Made in Italy, per dare una rappresentanza certa ai produttori all’interno della filiera e per la creazione di un marchio certificato, che possa essere usato a livello nazionale. Con questo triplice obiettivo è nato ufficialmente il Consorzio di garanzia del suino italiano, il cui atto costitutivo è stato firmato a Mantova, nello studio notarile del dottor Massimo Bertolucci. Il progetto, che ha visto Confagricoltura in prima linea nella sua ideazione e nel suo sviluppo, prevede un’aggregazione di produttori volta a promuovere al meglio la carne suina, non andando al tempo stesso a toccare le Dop Parma e San Daniele, anzi collaborando con loro.

Alla presentazione del consorzio ha preso parte anche il presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi: «Il tema fondamentale è come si garantisce la qualità del prodotto – ha detto – oggi i consumatori sono sempre più spaventati dai messaggi devianti che arrivano dai media, è necessario riconquistarli. Chi tra gli allevatori potrà non vedere questo consorzio come uno strumento positivo? Ci saranno sicuramente pareri discordanti, derivanti però solo da una nostra gabbia mentale che è ora di superare. Da parte nostra c’è il massimo sostegno al progetto, il valore di chi produce ancora non è del tutto esplorato». Soddisfatto anche il presidente di Confagricoltura Lombardia e Confagricoltura Mantova, Matteo Lasagna: «Il consorzio è la risposta che attendevano sia gli allevatori che i consumatori – ha detto Lasagna – visto che i primi vedranno così riconosciuta la qualità dei propri suini, e i secondi potranno contare su una maggiore sicurezza alimentare. Come associazione daremo il massimo sostegno, sia tecnico che sindacale, a questa neonata realtà, e siamo certi che gli allevatori che entreranno a farne parte sapranno valorizzarla al meglio».

A spiegare come sarà organizzato il consorzio è stato Giuseppe Ferrari, appena nominato presidente: «Dopo due anni di intenso lavoro finalmente partiamo – ha spiegato – il consorzio sarà costituito da soli allevatori. Gli obiettivi sono tre, a partire dalla tutela del Made in Italy. Avremo scrofaie e ingrassatori al 100% italiani, tutelati dalle importazioni estere e dal falso italiano. Rappresenteremo poi al meglio i produttori all’interno della filiera e creeremo un marchio certificato, da usare a livello nazionale per una massiccia campagna pubblicitaria». I numeri del consorzio ad oggi vedono al via 40 soci, per un totale di 127 allevamenti, 20.500 scrofe, 320.000 posti ingrasso e 620.000 suini totali per il macello. Ciò che Ferrari tiene a precisare è l’assoluta linearità con le Dop Parma e San Daniele: «Il consorzio non è contrapposto a loro, vogliamo certificare le carni al di fuori di queste Dop. Li incontreremo per proporre un’intesa per la marchiatura delle loro cosce». Quasi pronto il disciplinare, che nel giro di un paio di mesi verrà ufficializzato. L’iscrizione al consorzio costerà 500 euro.




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