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Pomodoro: Op e industria verso un nuovo accordo
News e comunicati ^
 
27 Gennaio 2017


La raccolta dei pomodori
La raccolta dei pomodori
Qualcosa di importante si muove all’orizzonte per i produttori mantovani di pomodoro da industria. La situazione, come spiegato qualche settimana fa anche dal presidente della sezione economica di Confagricoltura Mantova Corrado Ferrari, non è delle più rosee per i coltivatori, con prezzi sempre più in calo, che coprono a stento i costi di produzione, e diverse aziende in forte ritardo con i pagamenti. La situazione, è chiaro, era insostenibile, ed ecco che le organizzazioni di prodotto sono passate al contrattacco.

A spiegare le mosse portate avanti dai produttori è lo stesso Corrado Ferrari, nel corso dell’ultima riunione della sezione economica pomodoro da industria di Confagricoltura Mantova: «Il problema principale – spiega – è portare tutti a conoscenza della situazione contrattuale per l’anno 2017. A questo proposito nella giornata di martedì le Op e la parte industriale si sono incontrate in riunione a Parma, e sembra che abbiano perseguito la strada positiva di una programmazione solida e reale». Ferrari poi spiega meglio cosa è emerso dal confronto: «I primi dati emersi avevano portato a un’offerta da trenta milioni di quintali da parte delle Op, a fronte di una richiesta da ventinove milioni avanzata dall’industria. Ma la parte industriale, così come lo scorso anno, era intenzionata ad applicare una penale per lo sforamento della soglia dei venticinque milioni di quintali, una cosa davvero scandalosa».

Ed ecco la rottura, che potrebbe segnare una novità assoluta nel mondo dei produttori: «Le organizzazioni di prodotto – prosegue Ferrari – hanno comunicato che effettueranno le contrattazioni basandosi solo sui quintali reali che l’industria vuole trasformare. Se ci sarà da calare dunque si calerà, ma sempre e soltanto in base a ciò che vorranno le fabbriche. Il tavolo agricolo fornirà una programmazione seria, basata su numeri reali». La rappresentanza industriale pare aver accettato le condizioni poste dalle Op, anche se ora saranno necessari altri colloqui tra i due fronti, che possano portare alla stesura, nero su bianco, delle regole per tale programmazione. Le Op poi provvederanno a inviare una lettera liberatoria a tutti i produttori, affinchè ciascuno metta a disposizione degli altri i propri dati produttivi, per una totale trasparenza. Per dare ancor più peso a questa svolta nelle contrattazioni, si sarebbe anche deciso di inserire una penalità pecuniaria nel caso in cui una delle due parti non dovesse rispettare la programmazione che si andrà a definire. 

E il prezzo? «Di quello è ancora estremamente prematuro parlare – dice Ferrari – soprattutto per il fatto che purtroppo ci sono alcune fabbriche, note a tutti, che hanno forti difficoltà finanziarie e non hanno ancora pagato i pomodori raccolti nel 2016. Se entro il 31 gennaio di quest’anno non completeranno i pagamenti, non potranno partecipare alle trattative per il 2017. Questo problema tocca circa 5-6 milioni di quintali, circa il 20% della produzione». Ferrari si dice soddisfatto per gli accordi intavolati («se tutto andrà bene si farà una cosa mai vista prima, per una pianificazione più seria»), ma al tempo stesso ammonisce i coltivatori: «Attenzione a non illudersi troppo su certe garanzie che alcuni personaggi fanno su alti redditi o grandi investimenti. Un po’ di prudenza e moderazione ci vuole, anche da parte dei produttori. Ci auguriamo che questa nuova modalità di contrattazione possa entrare in vigore il prima possibile, già per la semina nei vivai».




Confagricoltura Mantova, Ferrari Corrado, Pomodoro da industria



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