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Blue Tongue, parte il piano per le vaccinazioni
News e comunicati ^
 
14 Dicembre 2016


Ormai è ufficiale, la Blue Tongue  (la febbre catarrale che colpisce bovini e ovini) è sbarcata anche in provincia di Mantova, con un capo bovino infetto rilevato in un allevamento di Ponti sul Mincio. L’individuazione di un focolaio di sierotipo 4 ha immediatamente fatto scattare misure contenitive da parte della regione Lombardia, che ha istituito una zona di protezione (Z1) con raggio di 20 chilometri dal focolaio, e una zona di sorveglianza (Z2), con raggio di 50 chilometri dal focolaio. Ma pochi giorni fa la direzione generale sanità ha varato ufficialmente un piano di vaccinazioni, che andranno a coprire l’intera popolazione animale sensibile al virus compresa nelle due zone.
 
I costi per l’acquisto dei vaccini, stimati in circa cinque milioni di euro, verranno sostenuti per intero dall’amministrazione regionale. Per la copertura dei capi interessati, si parla di oltre 1.400.000 animali, saranno necessarie, sulla base di tre diversi richiami, almeno 4.700.000 dosi di vaccino per il sierotipo 4, che al momento non sono disponibili sul mercato. Ma la regione ha già fatto sapere che nel giro di una settimana, contattando le ditte produttrici, sarà in grado di formulare una previsione di massima sulla data di avvio della campagna di vaccinazione. La scelta di procedere con le vaccinazioni degli animali, oltre che per ragioni epidemiologiche (entro due anni si stima di eradicare del tutto la malattia), deriva anche dalla volontà di non limitare la commercializzazione sui mercati esteri dei prodotti derivanti dal latte di capi infetti, oltre che dalla necessità di limitare al massimo le problematiche legate alle movimentazioni degli animali: «Sarà fondamentale – spiega Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova – capire come la regione intende gestire le vaccinazioni. L’acquisto delle dosi è a carico loro, ma c’è il rischio che gli allevatori debbano pagare di tasca propria i veterinari che le somministreranno, con ulteriore esborso di denaro». Tra gli allevatori poi c’è preoccupazione sulle possibili conseguenze dei vaccini: «Nel 2008 – prosegue Lasagna – quando si verificò la precedente infezione da Blue Tongue, la campagna di vaccinazioni provocò aborti e cali di produzione nelle vacche, con danno per le rese finali. Chiediamo dunque, a tutela dei nostri allevatori, che la regione utilizzi ogni tipo di accorgimento atto ad evitare che si ripetano tali complicanze».  
 
Intanto il Ministero della salute ha comunicato che è stata completata la mappatura della malattia e l’intera Lombardia (con tutta la provincia di Mantova dunque) è stata inserita in zona di restrizione da sierotipo BTV4. A partire inoltre dallo scorso 10 dicembre, e fino al 10 gennaio 2017, il tempo di sosta degli animali in attesa di macellazione è stato esteso a 72 ore, al posto delle 24 originariamente previste. Tale provvedimento tende a facilitare il lavoro degli operatori, visto il notevole incremento delle macellazioni dei capi sensibili alla Blue Tongue durante il periodo natalizio. 
 
 




Blue tongue, Confagricoltura Mantova, Malattia



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