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Fotovoltaico: bocciati i ricorsi contro il decreto "spalma incentivi"
News e comunicati ^
 
14 Dicembre 2016


In una provincia come quella di Mantova, le cui produzioni agricole si concentrano soprattutto nei settori lattiero-caseario e delle carni suine e bovine, con altri prodotti che vengono poi trasformati in alcune delle eccellenze dell’agroalimentare italiano, la produzione di energia elettrica non è mai stato tra i principali obiettivi del settore primario. Ma da qualche anno a questa parte ormai si sono sviluppate le cosiddette “attività connesse”, quelle cioè che consentono all’imprenditore agricolo di diversificare la produzione e, conseguentemente, di aumentare la propria redditività. Tra queste, a prendere sempre più piede è stata la produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare da pannelli fotovoltaici.

L’installazione di impianti per la produzione di energia fotovoltaica è stata fortemente incentivata tra il 2008 e il 2012, con diversi bandi statali “Conto energia” che, a fronte della realizzazione di impianti da parte di enti privati o pubblici, erogavano finanziamenti per ogni kilowattora prodotto. Ma negli ultimi tempi qualcosa è cambiato: «Per coloro che hanno realizzato impianti con potenza superiore ai 200 kilowatt – spiega il presidente Matteo Lasagna – c’è stata una pesante riduzione dell’incentivo con carattere addirittura retroattivo. La cosa ha creato grandi problemi a coloro che avevano basato sulle previsioni di guadagno i loro investimenti e i vari mutui». Tale norma, ribattezzata “spalmaincentivi”, è stata anche oggetto di un ricorso promosso da Confagricoltura e Assorinnovabili, con 400 impianti coinvolti, dei quali 39 nella sola provincia di Mantova». La vicenda è approdata in Corte Costituzionale ma, con una decisione che ha lasciato di stucco il settore primario, i ricorsi presentati sono stati bocciati. Pubblichiamo di seguito la nota emessa dall’area legale e reti d’impresa di Confagricoltura.

«Poco dopo aver trasmesso la notizia dell’avvenuto svolgimento (nella giornata del 6 dicembre) davanti alla Corte Costituzionale dell’udienza di discussione sullo “spalmaincentivi”, abbiamo appreso con stupore il comunicato stampa apparso sul sito della Corte Costituzionale che, laconicamente, afferma che “la Corte Costituzionale ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 26, commi 2 e 3 del D.L. 24 giugno 2014, n. 91 (convertito con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, 116), c.d. spalmaincentivi, nel settore dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici. Dal Palazzo della Consulta, 7 dicembre 2016”. Nulla di più. Si è così avverata la possibilità che solo pochi giorni fa avevamo ipotizzato, di un comunicato della Corte che, evidentemente, in considerazione dell’altissimo numero dei ricorrenti (migliaia), i giudici hanno deciso di effettuare. Le ragioni del rigetto saranno conosciute solo col deposito della sentenza che, come già anticipato, non ci sarà prima di un mese/un mese e mezzo. Solo allora sarà possibile comprendere le motivazioni con cui la Corte Costituzionale abbia ritenuto di non accogliere non solo le nostre censure (e quelle sollevate negli altri centinaia di ricorsi analoghi) ma anche quelle evidenziate con precisione dal TAR del Lazio che ha deciso, con innumerevoli ordinanze di rimessione, di trasmettere gli atti al giudice delle leggi, ritenendo le impugnate norme di dubbia costituzionalità. A questo punto, valuteremo, insieme ai nostri legali, quali azioni alternative poter eventualmente intraprendere a difesa delle posizioni che abbiamo sin qui espresso».

La decisione ha provocato la reazione di Confagricoltura Mantova: « La notizia della sentenza della Corte Costituzionale – spiega ancora Lasagna – ci lascia sbigottiti, chi aveva basato i propri investimenti, i propri finanziamenti e i propri mutui su determinate previsioni di guadagno si trova ora in grande difficoltà. Nei prossimi giorni valuteremo con i nostri legali le possibili contromosse, di certo si tratta di un’altra occasione persa per fare il bene del settore primario».

Nella nostra provincia, come emerso dallo studio di Confagricoltura Mantova, sono stati installati oltre 6.400 impianti fotovoltaici (6.411 all’ultimo rilevamento), per una potenza totale di quasi 208 megawatt. Di questi, circa il 12%, vale a dire grossomodo 770 impianti, sono ad esclusiva destinazione agricola, il che significa che le aziende del settore primario della nostra provincia producono qualcosa come 25mila megawatt/ora di energia elettrica all’anno, una cifra che permette di mantenere a livello energetico circa 15.250 famiglie. Questo dato inoltre permette un importante ritorno anche dal punto di vista ambientale, visto che la produzione di energia “verde” consente di ridurre sia il consumo di gasolio che le emissioni di anidride carbonica. Sono circa 5.049 infatti le tonnellate di gasolio in meno utilizzate ogni anno, per un risparmio economico che raggiunge i 2,7 milioni di euro, così come ammontano a 18.750 le tonnellate di anidride carbonica non emesse nell’atmosfera, con un notevole beneficio per l’ambiente.




Confagricoltura Mantova, Fotovoltaico, Lasagna Matteo Presidente Confagricoltura Mantova, Tribunali e sentenze



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