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Fotovoltaico: reddito per le aziende e riduzione delle emissioni
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07 Dicembre 2016


Una stalla con pannelli fotovoltaici
Una stalla con pannelli fotovoltaici
In una provincia come quella di Mantova, le cui produzioni agricole si concentrano soprattutto nei settori lattiero-caseario e delle carni suine e bovine, con altri prodotti che vengono poi trasformati in alcune delle eccellenze dell’agroalimentare italiano, la produzione di energia elettrica non è mai stato tra i principali obiettivi del settore primario. Ma da qualche anno a questa parte ormai si sono sviluppate le cosiddette “attività connesse”, quelle cioè che consentono all’imprenditore agricolo di diversificare la produzione e, conseguentemente, di aumentare la propria redditività.

Tra queste, a prendere sempre più piede è stata la produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare da pannelli fotovoltaici. Sono molte le strutture aziendali che, all’interno della nostra provincia, hanno deciso di ospitare impianti per la produzione di energia solare, sia per il consumo interno che per l’immissione sulla rete elettrica nazionale. I pannelli sono stati posizionati su stalle e magazzini, ma in qualche caso sono nati anche impianti “a terra” che, a fronte di un consumo di pochi ettari di suolo, permettono di produrre grande quantità di energia pulita. Il meccanismo del fotovoltaico è stato fortemente incentivato tra il 2008 e il 2012, con diversi bandi statali “Conto energia” che, a fronte della realizzazione di impianti da parte di enti privati o pubblici, erogavano finanziamenti per ogni kilowattora prodotto.

Ma com’è la situazione nella nostra provincia? Lo studio di Confagricoltura Mantova permette di avere una precisa fotografia della situazione. A Mantova sono stati installati oltre 6.400 impianti fotovoltaici (6.411 all’ultimo rilevamento), per una potenza totale di quasi 208 megawatt. Di questi, circa il 12%, vale a dire grossomodo 770 impianti, sono ad esclusiva destinazione agricola, il che significa che le aziende del settore primario della nostra provincia producono qualcosa come 25mila megawatt/ora di energia elettrica all’anno, una cifra che permette di mantenere a livello energetico circa 15.250 famiglie. Questo dato inoltre permette un importante ritorno anche dal punto di vista ambientale, visto che la produzione di energia “verde” consente di ridurre sia il consumo di gasolio che le emissioni di anidride carbonica. Sono circa 5.049 infatti le tonnellate di gasolio in meno utilizzate ogni anno, per un risparmio economico che raggiunge i 2,7 milioni di euro, così come ammontano a 18.750 le tonnellate di anidride carbonica non emesse nell’atmosfera, con un notevole beneficio per l’ambiente.

Tutto bene dunque, tra integrazione al reddito e riduzione dell’inquinamento? Non proprio, come precisa Confagricoltura Mantova: «Per coloro che hanno realizzato impianti con potenza superiore ai 200 kilowatt – spiega il presidente Matteo Lasagna – c’è stata una pesante riduzione dell’incentivo con carattere addirittura retroattivo. La cosa ha creato grandi problemi a coloro che avevano basato sulle previsioni di guadagno i loro investimenti e i vari mutui». Tale norma, ribattezzata “spalmaincentivi”, è stata anche oggetto di un ricorso promosso da Confagricoltura e Assorinnovabili, con 400 impianti coinvolti, dei quali 39 nella sola provincia di Mantova: «La vicenda – prosegue Lasagna – è approdata alla Corte Costituzionale, che dovrebbe definitivamente esprimersi entro la fine dell’anno. L’auspicio è che venga fatta al più presto giustizia».  




Agroenergie, Confagricoltura Mantova, Emissioni in atmosfera, Fotovoltaico



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