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Blue Tongue: primo caso rilevato nel mantovano
News e comunicati ^
 
30 Novembre 2016


Le zone di protezione (in rosso) e sorveglianza (in nero) istituite
Le zone di protezione (in rosso) e sorveglianza (in nero) istituite
Nonostante l’allerta e le misure preventive adottate nei mesi scorsi, la Blue Tongue è sbarcata in provincia di Mantova. La febbre catarrale che colpisce bovini e ovini (il nome deriva dalla cianosi delle mucose linguali nei capi colpiti più gravemente) è stata riscontrata su un capo bovino in un allevamento di Ponti sul Mincio circa una decina di giorni fa, mentre poco prima un focolaio era stato individuato anche in provincia di Brescia, nel comune di Milzano, al confine con il cremonese. La positività al sierotipo 4 (nel 2008 ci fu un caso di sierotipo 8 nel mantovano) è stata confermata dall’Istituto zooprofilattico di Teramo, che ha verificato il contagio dal virus in arrivo dall’est Europa. Con tutta probabilità si tratta di capi entrati dal Veneto, dove sono stati rilevati 368 focolai (25 in provincia di Verona).
 
Cosa succederà ora dunque? La conferma della notizia ha fatto scattare subito un decreto regionale da parte della direzione welfare, pubblicato pochi giorni fa, che ha varato misure contenitive per cercare di arginare l’avanzata del virus. La Lombardia ha istituito una zona di protezione (Z1) con raggio di 20 chilometri dal focolaio. Vi è poi una zona di sorveglianza (Z2), di 50 chilometri di raggio dal focolaio, e una Z3, che corrisponde al territorio indenne. La Z1 durerà per almeno trenta giorni e al suo interno dovranno essere rispettate diverse procedure, tra cui le visite settimanali da parte dei veterinari Ats, il divieto di movimentazione in uscita degli animali sensibili o il trattamento degli animali stessi con insetto repellenti. Dopodiché, se non verranno rilevati altri casi di Blue Tongue, la Z1 decadrà e si resterà in regime di Z2 per due anni (fino alla primavera del 2019 dunque), con strette misure ministeriali per la movimentazione dei capi. La Z2 istituita dai comuni di Ponti sul Mincio e Milzano (vedi cartina) comprende il 90% circa delle province di Brescia e Mantova, sconfina anche in Veneto e copre la provincia di Cremona e parte di quella di Lodi. Restano esclusi soltanto alcuni comuni del sud-est della nostra provincia, ma essi dovrebbero essere compresi nelle zone di sorveglianza del Veneto.
 
L’istituzione delle due zone contenitive per il virus comporterà problemi per la circolazione del bestiame, come sottolinea Confagricoltura Mantova: «Gli allevamenti interessati nel mantovano – spiega il presidente Matteo Lasagna – sono circa 2.500, dobbiamo fare di tutto per evitare che il sierotipo 4 si diffonda. L’Asl sta inviando a tutte le aziende Pec per informarle sui vincoli presenti, è fondamentale che tutti si aggiornino. Al momento non è previsto un piano di vaccinazioni per i bovini, che andrà però istituito. Il Veneto al momento ha reso facoltativa la vaccinazione». Numerosi dunque i divieti di movimentazione nelle varie zone. In generale, è vietato lo spostamento di capi sensibili alla Blue Tongue, del loro sperma, ovuli ed embrioni dai territori in restrizione verso altre aree del paese. Ma esistono alcune deroghe, in primis per gli animali destinati alla macellazione. È autorizzata la movimentazione di animali destinati alla macellazione immediata, provenienti da aziende anche sede di focolaio, verso un qualsiasi stabilimento di macellazione situato nella stessa zona di restrizione, così come è autorizzata la movimentazione di animali provenienti da aziende situate in zona di restrizione ma non sede di focolaio, destinati a uno stabilimento di macellazione, a patto che il viaggio avvenga senza sosta e l’Asl notifichi l’arrivo dei capi almeno 48 ore prima. Nelle zone indenni o in restrizione per sierotipi diversi, la movimentazione è autorizzata alle condizioni di cui sopra, con obbligo di macellazione nelle 24 ore dall’arrivo e di registrazione in Banca Dati Nazionale entro le 24 ore successive l’avvenuta macellazione.
 
Deroghe particolari anche per gli animali da vita. Sono consentite le movimentazioni di animali sensibili alla Blue Tongue (di qualunque età) dalla Z3 verso le altre zone soggette a restrizione.
Le movimentazioni nell’ambito delle stesse zone soggette a restrizione sono libere purché gli animali da spostare non presentino segni clinici di malattia il giorno del trasporto. Sono consentite le movimentazioni di animali sensibili alla Blue Tongue dalla Z1 verso la Z2 se si tratta di animali vaccinati o di animali provenienti da territori stagionalmente liberi (Tsl). In caso di movimenti verso Tsl o di animali non vaccinati, vi è obbligo di visita nelle 24 ore precedenti la partenza, di trasporto nelle ore diurne, di trattamento con insetto-repellenti e vi è divieto di ulteriori spostamenti per i 60 giorni successivi all’arrivo. Sono consentite le movimentazioni di animali sensibili alla Blue Tongue dalla Z1 verso la Z3 esclusivamente agli animali vaccinati, a figli di madri vaccinate (nel caso in cui abbiano meno di 90 giorni di età) o ad animali provenienti da Tsl. In caso di animali non vaccinati le movimentazioni sono vietate se non con destinazione macello. Anche per le movimentazioni da Z2 a Z3 valgono le stesse regole appena esplicate. In più, in caso di animali non vaccinati o per gravi motivi di benessere animale, le movimentazioni sono consentite ad alcune condizioni. Vi è dunque l’obbligo di test Pcr sette giorni prima della partenza, di trattamento insetto-repellente, di visita clinica 24 ore prima della partenza, di notifica da parte dell’Asl di partenza almeno 24 ore prima, di trasporto nelle ore diurne e di test Pcr dopo sette giorni dall’arrivo. I capi positivi possono essere inviati al macello entro 48 ore dall’esito della positività, oppure tutto l’allevamento dovrà essere sottoposto a vaccinazione. Sono infine consentite le movimentazioni di animali sensibili alla Blue Tongue dall’azienda sede di focolaio verso la restante parte del territorio nazionale agli animali vaccinati o ai figli di madri vaccinate (con meno di 90 giorni di età). Possibile muovere capi per comprovati motivi di benessere animale verso un’altra azienda della Z1 con obbligo di visita clinica 24 ore prima della partenza, trasporto solo nelle ore diurne, trattamento insetto-repellente e divieto di trasporto per i 60 giorni successivi all’arrivo.
 
Un nodo centrale è rappresentato dalla registrazione in Banca dati nazionale dei movimenti. In caso di movimentazioni in uscita dagli allevamenti e dalle altre strutture zootecniche, il detentore degli animali deve registrarle entro 24 ore dalla partenza. Stessa cosa per quelle in entrata: «Si apre ora un periodo – dice ancora Lasagna – in cui la circolazione degli animali sarà problematica, soprattutto per quelli da vita. Sottolineo però che come associazione ci stiamo muovendo per cercare di modificare il vincolo delle 24 ore per la registrazione. È tecnicamente impossibile riuscire a rispettarlo, chiederemo un ampliamento».




Blue tongue, Confagricoltura Mantova, Malattia, Vacche da latte, Zootecnia



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