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Blue Tongue: Agrinsieme scrive al direttore generale della sanità animale
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12 Ottobre 2016


Un allevamento intensivo di ovini
Un allevamento intensivo di ovini
Sta creando più di un grattacapo agli allevatori italiani la Blue Tongue, la febbre catarrale degli ovini (il nome deriva dalla cianosi delle mucose linguali nei capi colpiti più gravemente), che si sta spostando sempre di più verso nord, con focolai del virus individuati in Veneto e in Emilia Romagna, a pochi chilometri di distanza dal confine con la Lombardia e con la provincia di Mantova.

Proprio l’avvicinarsi del sierotipo BTV4 alle regioni settentrionali ha fatto scattare l’allarme di Agrinsieme, la rappresentanza delle aziende e delle cooperative di Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza cooperative agroalimentari, che ha inviato pochi giorni fa una lettera a Silvio Borrello, direttore generale della sanità animale e dei farmaci veterinari, per ribadire la propria denuncia alle metodologie gestionali fin qui adottate contro l’epidemia e per suggerire un immediato cambio di strategia, sia a livello nazionale che a livello europeo. «È apparso chiaro – si legge nella lettera inviata – che la possibilità di un piano nazionale di eradicazione sia stata abbandonata dal Dicastero, contrariamente a quanto promesso nella riunione del 16 giugno 2015, per via della mancanza di fondi per poterla attuare, e che la nuova strategia dovrebbe basarsi su un contenimento dell’epidemia». Agrinsieme si dice soddisfatta della volontà del Ministero di coordinare meglio regioni e Dicastero, ma sottolinea al tempo stesso come «già nel 2015 avesse posto l’accento sulla necessità di riportare ad una strategia nazionale le azioni da mettere in campo per bloccare l’espansione del sierotipo BTV1 e BTV4, quest’ultimo al tempo presente solo in Puglia. Al tempo della riunione in questione poi, Agrinsieme aveva considerato, ma solo come evento straordinario e temporaneo di massimo 3-4 mesi, che fosse opportuno concedere la possibilità alle associazioni di categoria di poter procedere all’acquisto dei vaccini».

Dopo queste premesse dunque, ecco la lista delle proposte avanzate per combattere la Blue Tongue. In primis l’abrogazione dell’articolo 4-bis (riguardante la vaccinazione per la movimentazione dei capi), non essendoci più le premesse per la sua attuazione. In seguito l’istituzione di una strategia nazionale di controllo della malattia, con regia unica per l’acquisto dei vaccini, che dovranno essere garantiti alle aziende agricole (allevamenti di specie bovina, bufalina, ovina e caprina) senza costi aggiuntivi e in maniera rapida. In ultimo sono richieste disposizioni a livello nazionale per procedure che garantiscano la movimentazione degli animali per i quali non sia possibile effettuare la vaccinazione e la gratuità delle certificazioni relative alla movimentazione degli animali stessi (modello 4).

«Ancora una volta – spiega Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Mantova – paghiamo la totale assenza di una strategia nazionale per combattere la patologia. L’inverno aiuterà nel rallentamento del virus, ma è chiaro che se non si cambia qualcosa al più presto, a breve anche in Lombardia e in provincia di Mantova assisteremo all’insorgere di focolai, con ulteriori danni e spese per i nostri allevatori. Bisogna muoversi in fretta a livello nazionale».




Agrinsieme, Blue tongue, Confagricoltura Mantova, Malattia



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